La manifestazione
Lo striscione, il surf, le moto e i volontari
Harley Davidson, sirene dell’ambulanza E il grande cartello per non dimenticare
MASSA. I motociclisti lo sanno: ci sia aspetta sempre. Ci si muove tutti insieme. E ci si saluta quando ci si incrocia. Perché amare la moto, amare la Harley è scelta, stile di vita.
Così eccoli gli amici di Lorenzo Facchinetti: in sella alla moto, casco in testa, lasciano che a dire tutto siano i motori. Accompagnano Lorenzo fino alla chiesa, lo scortano. Perché le Harley si muovono in gruppo. Tutte insieme. E quando quel ragazzo di soli 25 anni arriva a Casone, davanti alla chiesa lo salutano, accelerano senza muoversi di un centimetro e i motori fanno un rumore così forte da far mare al torace, da spezzare il fiato. Come un grido, come un addio commosso e arrabbiato, come un forte “Ci siamo”. Gli amici la loro vicinanza a Lorenzo, Fakki come lo chiamavano, la affidano ad un grande pennarello azzurro. Scrivono a quel ragazzo, con l’amore per il mare e le due ruote, che non lo dimenticheranno. Mai. Perché «gli amici non si dimenticano e ciò che non si dimentica, rimane per sempre». Uno striscione lungo, lettere azzurre su un lenzuolo bianco. Gli amici che ci sono e ci saranno.
Amici, progetti, passioni. Quelle che Lorenzo non aveva mai abbandonato. Nella chiesa di Casone, sulla bara che se lo porta via, c’è la sua grande tavola da surf quella su cui cavalcava le onde. Bagnino, con la passione per il mare, con il cuore al largo. Quella tavola pesante tiene ferme tante lettere di addio, tanti fiori, tante fotografie. Momenti felici, allegria, sport. Amore e amicizia.
Il grande cortile della chiesa di Casone è silenzioso. Centinaia di persone in silenzio, tanti visi giovani. I compagni di scuola, i ragazzi del quartiere, quelli di Marina di Carrara dove Lorenzo ha frequentato la Taliercio. E le divise dei volontari della pubblica assistenza. Lorenzo e la sua Beatrice erano due di loro, due «bravi ragazzi». Uniti da sogni e grandi passioni.
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