La manifestazione
Il giallo delle password al processo per il buco Asl
Sfilano come testimoni le dipendenti dell’ufficio ragioneria dell’azienda sanitaria e qualcuna ammette che le chiavi di accesso di Ermanno Giannetti erano conosciute
MASSA. Sfilano le dipendenti dell’Ufficio ragioneria dell’Asl al processo contro Ermanno Giannetti per uno dei più clamorosi casi di “malagestione” della cosa pubblica locale: il maxi buco nei conti della sanità apuana da 240 milioni di euro.
Giannetti, all’epoca dei fatti direttore amministrativo dell’Asl di Massa Carrara, deve rispondere dell’accusa di falso in bilancio, di avere cioè “generato” tutte quelle false poste e documentazioni che hanno portato al clamoroso deficit della sanità. Accusa di cui erano imputati anche gli ex direttori generali Antonio Delvino e Alessandro Scarafuggi, entrambi prosciolti. Giannetti è già stato condannato con rito abbreviato dal gup del tribunale di Massa Carrara a 5 anni e 6 mesi per peculato: per essersi messo in tasca, in sostanza, 1.500.000 euro sottratti dalle casse dell’Asl attraverso falsi mandati di pagamento e assegni fittizi che faceva incassare da amici e prestanome. Ma di essere l’autore dell’ammanco milionario, lo ha sempre negato. E la linea difensiva adottata assieme al suo difensore, l’avvocato Franco Perfetti è netta: in tanti avevano accesso al sistema informatico contabile dell’azienda Usl e altri, non lui, hanno “messo la manina” nei computer per alterare i conti.
Tra tanti “non ricordo”, “non sapevo”, “non era mio compito”, le impiegate dell’Asl ascoltate ieri dal giudice Giovanni Sgambati e incalzate dalle domande del pubblico ministero Alberto Dello Iacono, hanno tuttavia ammesso che la password di Giannetti, e il famoso account RAG10CR era conosciuta dall’ufficio e talvolta veniva utilizzata per particolari operazioni: quelle per contabilizzare la liquidazione di fatture che prevedevano un grosso sbilancio.
Dalle testimonianze è però emerso anche che esisteva un livello superiore di accesso, denominato “Integra” a cui le dipendenti non avevano accesso. L’avvocato Perfetti ha poi chiesto se le dipendenti avessero mai visto la lettera di Giannetti sulla gestione stralcio e se fossero al corrente che qualcuno lavorava al sistema contabile informatico in alcuni giorni festivi e di domenica. Dalle testimoni arrivano risposte negative: no, non ne sapevamo nulla. Ma c’è un’intercettazione, incalza Perfetti, in cui la dirigente Marisa Vernazza (non indagata) parla esplicitamente di interventi sul sistema in giorni di festa. Insomma, pare ci sia ancora molto da chiarire. Se ne riparlerà nella prossima udienza, fissata oer il 21 ottobre.(c.f.)
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