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Fibra ottica in zona industriale il Tar sospende il disciplinare

Fibra ottica in zona industriale il Tar sospende il disciplinare

MASSA. La società tutta massese Apuacom Brainbox srl, di Giuseppe Orofino, Matteo Borri, Simone Ricci e Niki Giusti, 10 dipendenti e 3500 utenti attivi, ha presentato ricorso al Tar contro il Comune...

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MASSA. La società tutta massese Apuacom Brainbox srl, di Giuseppe Orofino, Matteo Borri, Simone Ricci e Niki Giusti, 10 dipendenti e 3500 utenti attivi, ha presentato ricorso al Tar contro il Comune di Massa e ottenuto la sospensione del disciplinare varato da palazzo civico sulla fibra ottica.

Tutto risale a quando Apuacom chiese al Comune di poter utilizzare i cavidotti per la posa della fibra ottica, in una fascia che va dal Pignone al Consorzio Zona, per coprire parte della zona industriale. Il Comune diede all’azienda la possibilità di farlo, stilando un disciplinare per concordare modalità e costo del servizio: 10 euro al metro, per garantire un equo trattamento degli operatori.

Secondo i legali di Apuacom, però, il disicplinare è “illegale”: «Il Comune di Massa non ha inventato niente, visto che il disciplinare in questione è stato “copiato” da quello del comune di Verbania, ma questo non cambia la sostanza: l'atto è illecito perché va contro la legge 112 del giugno 2008, secondo cui "l'operatore della comunicazione ha facoltà di utilizzare le proprietà civili già esistenti, per la posa della fibra nei cavidotti, senza oneri". Dunque – sostengono Orofino e i suoi soci – se la legge dice "senza oneri" perché il comune di Massa chiede 10 euro al metro? Inoltre, dalle memorie consegnate al Tar dal comune, è emerso anche che Telecom Italia sarebbe riuscita a strappare un contratto molto più vantaggioso rispetto a quello proposto ad Apuacom da disciplinare, pagando circa 1,20 euro al metro, 14 volte meno il previsto e nonostante sia tra i privati che vende al comune servizi con prezzi fino a 400% più alti di quelli di Apuacom».

Orofino e soci raccontano di avere tentato di trovare un accordo con il sindaco Alessandro Volpi, ma senza successo. Da qui il ricorso al Tar, che ha stabilito che il disciplinare va sospeso in quanto “il ricorso appare sorretto da profili di fondatezza”". La prossima udienza è stata fissata per il 22 febbraio 2017 . Intanto, commenta Orofino, «il Comune ha perso l'occasione per costruirsi a costo zero la propria rete». Manuela D'Angelo

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