Il Tirreno

Crollo di via Carriona, «responsabilità diffuse»

Crollo di via Carriona, «responsabilità diffuse»

Al processo parla il consulente Popoff: il cedimento della palazzina fu provocato da «concause»

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CARRARA. Una palazzina crollata, ripetuti lavori sul fiume Carrione che corre lì sotto la casa finita in macerie, cinque imputati. E un processo complesso per stabilire chi sono i responsabili di quel cedimento avvenuto il 2 novembre del 2010 in via Carriona.

Ieri, davanti al giudice Fabrizio Garofalo, pubblico ministero è la sostituta procuratore Alessandra Conforti, c’è stata un’altra udienza di questo procedimento. A tenere banco la relazione dell’ingegner Alexandre Pierre Popoff, consulente di parte per il Comune (il professionista è stato consulente anche nel procedimento civile che si è concluso con la condanna a un risarcimento in solido ai proprietari dell’immobile di circa 500mila euro a carico di Coestra, Abc e dello stesso Comune). L’ingegner Popoff ha ripetuto la sua analisi: la concausa più importante del crollo sono stati i lavori di risistemazione del letto del fiume fatti dalla ditta Coestra (il cui direttore dei lavori, Gianluca Dei, è fra gli imputati), seguito poi da un intervento per la rimozione di ordigni bellici condotto dalla Abc Generale Engineering (Paolo Fredducci, responsabile tecnico della Abc è anche lui imputato). Ma ci sono anche responsabilità dei tecnici del Comune che diressero gli interventi successivi di risagomatura dell’alveo (cioè l’ingegner Pietro Orsini, e l’ingegner Nicola festa, direttori dei lavori per la risagomatura; Sergio Altieri, dirigente del Comune e “rup”, cioè responsabile unico del procedimento relativo a quei lavori). Popoff ha rimarcato anche che l’edificio era “fatiscente” e che tuttavia non era facile per chi intervenne successivamente, accertare se la basi della palazzina fossero state lesionate. Una relazione, insomma, che propende per una responsabilità “diffusa” fra gli imputati.

Ascoltato come testimone anche l’ingegner Cesare Marchetti, funzionario del Comune di Carrara, che ha raccontato. «Arrivai sul luogo, in via Carriona – ha raccontato – attorno alle 11 di quel giorno. Lo stabile era stato fatto evacuare la sera precedente. C’erano crepe vistose sulla strada e verso le 13 ci fu il crollo. No, non potei fare verifiche sulle condizioni del letto del fiume, era tutto coperto da macerie», ha aggiunto l’ingegnere.

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