La protesta
Chiusura in anticipo: un’altra tegola piomba sul Barlume
Sforamento dei limiti dei rumori nell’agosto scorso Il titolare: così piano piano stanno uccidendo il mio locale
MARINA DI CARRARA. Un’altra tegola sul Barlume di Marina di Carrara. Le indiscrezioni parlano dell’imminente notifica di un provvedimento di riduzione dell’orario di apertura emanato a seguito di un rilievo dell’Arpat risalente alla scorsa estate, secondo cui dal bar sarebbero stati emessi rumori superiori al consentito.
Un vero e proprio “fulmine a ciel sereno” per il titolare, Simone Ercolini, che solo all’inizio di questa settimana aveva provveduto alla rimozione del gazebo impostagli da una sentenza del Tar ; «siamo di fronte ad una vera e propria persecuzione - dice - stanno cercando di uccidere il mio bar, e piano piano ci stanno riuscendo».
Ma procediamo con ordine. Le misurazioni dell’Arpat risalgono a venerdì 7 agosto della scorsa estate, proprio nel periodo a cavallo di ferragosto: da un appartamento all’interno del palazzo di fronte al locale i tecnici rilevavano uno sforamento dei limiti di immissione imposti dal regolamento vigente. «Lo sforamento - sottolinea Ercolini - non è stato prodotto dalla musica, ma dal vociare delle persone che stazionavano per strada: quella è zona pedonale e non esiste nessuno strumento in grado di scindere i due rumori. Abbiamo presentato una perizia con la quale, mediante l’installazione di pannelli fonoassorbenti, prevedevamo l’abbattimento del rumore, ma anche questa è stata bocciata dall’Arpat». Insomma, una vera e propria bagarre giudiziaria, combattuta a colpi di ricorsi, ordinanze, perizie e rilevazioni a sorpresa. «Non so più cosa fare - prosegue Ercolini - sono stato tra i promotori del patto per la notte e lo rispetto da sempre, sono l’unico ad avere un addetto alla sicurezza sia in estate che d’inverno. Non ho mai presentato neppure un ricorso, credendo che la forma migliore di confronto sia il dialogo. Per tutta risposta, il Comune, che dovrebbe sostenere i propri cittadini, si è completamente disinteressato della procedura pendente davanti al Tar promossa da una cittadina di Pisa, non costituendosi in giudizio e venendo condannato alle spese. La tettoia che sono stato costretto a rimuovere, a mie spese, era stata autorizzata in pieno dagli uffici preposti e, ad oggi, mi risulta di essere l’unico ad aver provveduto alla rimozione».
Le cose non vanno meglio per gli altri bar della movida marinella, raggiunti, come abbiamo scritto, da provvedimenti di demolizione dei dehors ritenuti fuori legge. Il tutto a pochi giorni dall’inizio della stagione estiva. «Ma dove vogliamo arrivare? - si chiede Ercolini - Se ad Agosto non ci fosse gente per la strada, quello sì sarebbe il vero problema. Lo scempio avvenuto a Carrara è sotto gli occhi di tutti, dopo le 8 di sera uscire di casa è diventato pericoloso, con strade deserte e locali chiusi. Ricordo i commercianti di Via Roma che si lamentavano perché i ragazzi stazionavano davanti alle vetrine… ora stanno meglio? La musica è cultura, genera aggregazione e migliora le persone. Al Barlume hanno suonato jazzisti ed artisti di fama nazionale. Non vorrei chiudere, anche per la responsabilità che mi sono preso nei confronti dei miei dipendenti che, come me, hanno famiglia, ma continuare così è davvero impossibile. Sto pensando di organizzare una raccolta di firme contro questo nuovo e scellerato provvedimento”. Insomma, sembra che a Palazzo Civico la questione sia sfuggita di mano.
Da una parte i cittadini, che lamentano il diritto al riposo, dall’altra i gestori dei bar, che chiedono maggiore tolleranza. Nel mezzo, l’amministrazione, che, a a dirla tutta, non sembra averdeciso da che parte stare».
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