Il Tirreno

il caso

«Asilo nuovo all’ex Mattatoio ma con dieci posti in meno»

di Manuela D’Angelo
«Asilo nuovo all’ex Mattatoio ma con dieci posti in meno»

Dal prossimo anno scolastico apre il nido Mongolfiera e chiude l’Arcobaleno in via Maternità. Carmen  Menchini lancia l’allarme: così si creano problemi alle famiglie e si tagliano i servizi

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MASSA. Il prossimo anno scolastico non si aprirà con un asilo in più nel comune di Massa, come era stato previsto, ma con un asilo in meno: per essere precisi dieci posti in meno da assegnare alle famiglie aventi diritto, per reddito e Isee. Il perché riguarda la chiusura dell’asilo Arcobaleno, in via Maternità, con imminente apertura dell’asilo Mongolfiera, all’ex mattatoio: solo che - rivela oggi la consigliera degli Arancioni Carmen Menchini - alla Mongolfiera ci sono dieci posti in meno rispetto all’Arcobaleno.

La notizia della chiusura dell’asilo in via Maternità è stata confermata anche dal vicesindaco e assessore ai lavori pubblici Uilian Berti: quello stabile ha grossi problemi di infiltrazioni e va ristrutturato. I lavori però non sono ancora in programma, visto che manca tutta la fase progettuale. L’unica cosa certa è che a bilancio, da previsione 2016, sono stati stanziati 500.000 euro per tutte le scuole del territorio e dunque non dovrebbero esserci grandi ritardi nell’apertura del cantiere.

Il tempismo dell’amministrazione Volpi, in questo caso, è stato eccezionale: dovendo chiudere per forza un asilo e dovendo aprirne per forza un altro, quello all’ex mattatoio per non perdere i finanziamenti regionali, ecco pensato al trasferimento delle classi dell’Arcobaleno e dei docenti dentro l’asilo Mongolfiera.

Il bando per l’iscrizione alla Mongolfiera è uscito nei giorni scorsi e se ne è discusso anche in commissione istruzione: è in quella sede che la consigliera Menchini scopre che i posti previsti dentro il nuovo asilo sono meno di quelli del vecchio: «Sono 33 a fronte di 42- spiega la Menchini- quando l’asilo all’ex mattatoio doveva fare da risorsa aggiuntiva per il comune e le sue famiglie. Doveva essere un asilo in più -conclude- dovevamo dare più possibilità ai nostri cittadini e non meno». Il vicesindaco e assessore ai lavori pubblici Uilian Berti conferma che l’asilo all’ex mattatoio è pronto, “chiavi in mano” e conferma anche che al piano superiore l’Erp (Ente edilizia residenziale popolare) ha iniziato alcuni lavori che però non metteranno a rischio l’avvio della prossima stagione scolastica: «Secondo noi invece - dice la Menchini - sarà un disastro e i bambini faranno lezione con gli operai che aggiustano il tetto dell’Erp».

Del resto l’edificio all’ex mattatoio destinato a nido- e questo è il nocciolo della questione - è sempre stato la pietra della discordia tra l’amministrazione di Alessandro Volpi e l’ex giunta Pucci: con un progetto nell’ambito del Piuss(progetto integrato urbano di sviluppo sostenibile), la giunta Pucci ottenne, infatti, un finanziamento regionale da 700.000 euro per la costruzione di case popolari e asilo nido. Il cantiere aprì i battenti, ma solo per la realizzazione dell’asilo, tra le polemiche di chi lo vedeva troppo vicino al fiume, troppo vicino al canile, troppo piccolo. La giunta Volpi, non credendo tanto nel progetto, tra ritardi e problemi burocratici, ha rischiato di perdere i finanziamenti regionali e di mandare in malora il poco lavoro fatto. Oggi, anche se con ritardo, si arriva all’apertura del nuovo asilo nido, ma per i cittadini massesi sarà più un problema, visti i posti in meno, che una risorsa.

 

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