Il dolore
"Sulla sanità paghiamo gli errori della giunta Volpi"
Gli Arancioni: interrotto il mega progetto per il distretto alla Stazione. E l'opposizione firma l'ordine del giorno del democratico Bugliani
MASSA. Ad aprire la strada è il consigliere comunale - e regionale - Giacomo Bugliani. È lui, infatti, a fotografare la sanità locale e a mettere, nero su bianco, in un ordine del giorno, tutto ciò che non va. Una fotografia che comprende l’intero universo sanitario, dalla riorganizzazione dei servizi ospedalieri in viale Mattei, alla Casa della Salute che non funziona 12 o 18 ore al giorno, ma solo sei. Dai pochi posti per chi è stato dimesso, ma non è ancora autonomo (le cosiddette cure intermedie), alle liste di attesa, agli spazi della Fondazione Pelù che, ormai da anni, aspettano di risorgere a nuova vita. Da un distretto sanitario in una «zona a traffico intenso, non sufficiente a soddisfare le esigenze», al rischio di trasferimento a Carrara per un servizio di prossimità come quello del Sert. Una fotografia a 360 gradi e l’invito ad aprire un confronto in sede di consiglio comunale e - invito questo rivolto all’amministrazione - ad individuare, con gli strumenti urbanistici, nuove aree a destinazione sanitaria.
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Una fotografia - e qui sta il dato politico - in cui riconoscono i tratti della sanità apuana consiglieri di maggioranza e di opposizione. Sottoscrivono, infatti, l’ordine del giorno a firma Bugliani, tutti gli Arancioni, il socialista Paolo Della Pina, l’Udc Agostino Incoronato, i democratici Simone Ortori,Stefano Alberti e Dina Dell’Ertole. Una convergenza di visioni, quindi, tra l’opposizione arancio degli ex assessori Pucci e una parte - non poco rilevante - della maggioranza democratica. Convergenza che gli stessi Arancioni e l’Udc tengono a sottolineare, a conferma, di un dialogo con una componente del Pd (anche in vista della campagna elettorale per il 2018) e di una volontà - aggiungono - di dare risposte alla collettività.
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«Abbiamo firmato - Fabrizio Brizzi motiva la scelta di sottoscrivere l’ordine del giorno - perché condividiamo a pieno la prospettiva del consigliere regionale e siamo convinti che le criticità del sistema sanitario, e di quello territoriale in particolare, debbano essere oggetto di discussione in consiglio».
E al primo posto nella lista dei problemi Gabriella Gabrielli mette il distretto di via Bassa Tambura, maglia nera perché - ribadisce a chiare lettere la consigliera - l’alternativa c’era ed era quella di un nuovo stabile alla stazione: «Era prevista la riqualificazione di tutta l’area e la realizzazione di 8.000 metri quadrati di distretto. Il territorio sarebbe potuto essere già attrezzato per affrontare i bisogni sanitari dei cittadini. Non è così, invece, e solo per espressa volontà dell’amministrazione Volpi». Poi la contestazione più pesante al primo cittadino: «Dovrebbe vergognarsi a puntare il dito contro la Regione. Il percorso con Firenze c’era, proprio per realizzare il mega distretto alla stazione, questa giunta lo ha interrotto e ora deve assumersene la responsabilità».
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