La manifestazione
Mense chiuse in anticipo? Si decide scuola per scuola
L’assessore Sdoga: siano i presidi e i consigli di istituto come intendono fare La protesta delle mamme continua: raccolta di firme e lettera al provveditore
MASSA. Mense scolastiche chiuse prima della fine dell’anno scolastico? Decideranno le singole scuole. Dopo la mini rivolta delle mamme (o, almeno, di una parte di esse), pressata anche dal disagio espresso dalle cuoche – che rischiano di perdere 4 mesi di stipendio – l’amministrazione civica fa una mezza marcia indietro sulla spinosa questione della scuola a tempo pieno ma che per qualche giorno a tempo pieno non lo è più. E apre a soluzioni diverse, cucite scuola per scuola e rispondenti il più possibile a desiderata ed esigenze di tutti i componenti del mondo scolastico.
Ieri mattina c’è stata l’annunciata riunione fra l’assessore all’Istruzione Silvana Sdoga e i dirigenti scolastici degli istituti dove si fa tempo pieno, dall’asilo alle medie. Non tutti i presidi hanno partecipato al vertice, che è servito comunque a fare il punto sulla questione e ad annunciare la exit strategy del Comune. Che viene così spiegata in una nota diffusa da palazzo civico: «L’amministrazione, nell’ottica di favorire un costruttivo dialogo tra tutti i soggetti coinvolti nelle scuole, ha convocato questa mattina i dirigenti scolastici per fare il punto sul calendario delle mense. Si è convenuto che ogni direzione didattica, entro lunedì prossimo, farà pervenire al Comune, una volta sentiti gli organi collegiali e sulla base delle effettive necessità dell'organizzazione scolastica, le richieste di sospensione del servizio mensa per la conclusione dell'anno scolastico 2015/2016 e per l'inizio dell'anno 2016/2017 per ogni singola scuola». Questo, spiega ancora la nota dell’assessore, «nel rispetto dell'autonomia scolastica, delle esigenze formative e della qualità del servizio che deve e dovrà essere massimo».
In altre parole, saranno i presidi a indicare al municipio (che è il soggetto che garantisce il servizio mensa attraverso la convenzione con la Gazzoli) in quali plessi scolastici i bambini potranno mangiare a scuola fino all’ultimo giorno di lezione e in quali, invece, le cucine chiuderanno in anticipo e gli alunni dovranno ricorrere a panini o andare a mangiare a casa. «Il Comune – spiega ancora l’assessore Sdoga – garantisce il servizio mensa per tutto l’anno in tutte le scuole a tempo pieno. Ma è chiaro che se ci sono periodi in cui questa necessità, per ragioni didattiche o di organizzazione, viene meno, l’erogazione dei pasti viene sospesa. Ed è il caso di quanto ci hanno prospettato i dirigenti scolastici per gli ultimi giorni di lezione». Come dire: gli accordi erano questi, ma se si sente l’esigenza di cambiare, l’amministrazione è disponibile a farlo. La strada scelta da palazzo civico è, dunque, quella del dialogo e della disponibilità a cambiare le scelte adottate. Se questo basterà a placare la furia dei genitori, è però da vedere.
Le mamme, per ora, proseguono la raccolta di firme per avere la mensa “tutti i giorni”, cioè dal primo all’ultimo giorno di scuola, mentre Lorella Bertorelli, rappresentante dei genitori nel consiglio di istituto della Malaspina Staffetti, annuncia: «Scriverò all’Ufficio scolastico regionale per chiedere che il servizio mensa arrivi fino al 30 giugno, cioè alla fine delle attività didattiche – di perchè credo sia diseducativo per i ragazzi e discriminatorio verso i genitori che lavorano e hanno difficoltà a recuperare i figli per l’ora di pranzo, interrompere il servizio prima della fine delle lezioni. Ci dicono che gli ultimi giorni i bambini in classe sono pochi? Che si fanno solo attività ludico-creative che non richiedono l’orario pomeridano? Beh, dovevano dircelo prima».(c.f.)
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