Finanza
La truffa dell’orologio
Tre alla sbarra: hanno pagato con assegni falsi
MASSA. Hanno acquistato quell’orologio per una cifra che sfiorava i diecimila euro senza battere ciglio. Non lo hanno pagato sull’unghia in contanti, ma con assegni che poi il proprietario dell’oggetto (un caro ricordo di famiglia) ha scoperto essere falsi. In tre sono andati in casa del signore che voleva vendere l’orologio;: due donne e un uomo. Hanno ammirato il cronografo, di una marca importante, e hanno dimostrato di essere interessati all’acquisto.
Alla fine si sono accordati sulla cifra e hanno detto però di poter pagare soltanto con assegni. E così hanno fatto. Il giorno dopo però si è scoperto che erano falsi. Così è scattata la denuncia per truffa e grazie a un book fotografico è stato possibile individuare i colpevoli. O i presunti tali. E adesso i tre sospetti sono finiti alla sbarra per il raggiro. La sentenza ci sarà all’inizio del 2017, come ha stabilito il giudice Alessandro Trinci rinviando l’udienza di ieri che è servita per far parlare le vittime.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google