Sicurezza
L’ufficio postale di Zeri non si tocca
Il Tar dà ragione al Comune guidato dal sindaco Pedrini: niente orario ridotto, illegittimo il cambiamento previsto
ZERI. Esulta il sindaco di Zeri, Eugenio Pedrini: l’ufficio postale è salvo, a tempo pieno. Lo ha stabilito il Tar, accogliendo in pieno le richieste del primo cittadino, che in questa controversia era ssistito dagli avvocati Gabriele Melani e Lorenzo Sodero; il ricorso era stato presentato contro Poste Italiane Spa, che era rappresentata e difesa dagli avvocati Fabiola Improta, Andrea Sandulli e Marco Filippetto e contro il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero dell'Economia e delle Finanze, e l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, tutti rappresentati e difesi dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato di Firenze.
Obiettivo del Comune di Zeri e del sindaco Pedrini era quello di annullare il provvedimento del 4 febbraio dell’anno scorso, con il quale Poste Italiane Spa, deducendo la necessità "di adeguare l'offerta di Poste Italiane all'effettiva domanda dei servizi postali nel territorio comunale" preannunciava che "con decorrenza 13/4/2015" l'orario di apertura al pubblico dell'ufficio postale di Zeri in Via Provinciale "adotterà il seguente orario di apertura: martedì e giovedì dalle 8,20 alle 13,45; sabato, ugualmente, dalle 8,20 alle 13,45". Nel luglio, le Poste rimodulavano l’orario, ma il Comune impugnava anche questo nuovo orario, non dettagliato nel ricorso.
La controversia - ricordano i giudici fiorentini - si inscrive all’interno di un folto contenzioso promosso, con separati ricorsi, da numerosi Comuni toscani interessati da analoghe comunicazioni di chiusura o rimodulazione dell’orario di apertura di uffici postali.
Il ricorso, spiegano i giudici, è fondato, e richiamano anche vari precedenti. Il punto, ribadiscono, è che le Poste hanno un ruolo fondamentale. E non possono attribuire rilievo esclusivo al solo criterio di ragionevolezza basato sull’economicità della gestione come presupposto per la permanenza di uffici postali in territori particolarmente disagiati, nel senso che all’equilibrio economico non può ascriversi la stessa determinante rilevanza che assume nella gestione di una impresa «di un ulteriore confronto» con gli enti. Insomma, taglio illegittimo, le Poste restano a orario pieno. Le Poste dovranno pagare anche duemila euro. Esulta il sindaco Egidio Pedrini: «Sto dimostrando, sia con l’acqua che ora con le Poste, che anche i Comuni piccoli possono far sentire la loro voce e mantenere una gestione a misura di cittadino».
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