Sicurezza
Addio Lorenzo La Procura indaga sull’auto
Accertamenti in corso sul conducente Si cercano testimoni tra i soccorritori
MASSA. Il sostituto procuratore Alberto Dello Iacono appena firmato il nulla osta che autorizza la sepoltura di Lorenzo Facchinetti, il ragazzo di 25 anni morto in un incidente stradale a Marina di Massa mentre era in sella alla sua Harley Davidson, ha cominciato a leggersi la relazione fatta dai carabinieri dopo lo scontro tra la motocicletta e un’utilitaria. Una manovra sbagliata, probabilmente, ha innescato la tragedia. L’impatto è stato devastante, anche se a quanto pare da quello che emerge dai rilievi il giovane non stava andando a velocità sostenuta. Solo che si è trovato l’ostacolo davanti e non ha potuto fare niente per evitarlo. Il pubblico ministero deve decidere se nominare un perito oppure se fare l’indagine in base a quanto accertato dalle forze dell’ordine nell’immediato.
Dello Iacono ha chiesto al medico legale Maurizio Ratti di escludere senza se e senza ma ogni possibile dubbio circa un errore da parte dei soccorsi e il consulente ha esaudito la richiesta. Del resto i traumi erano talmente evidenti, soprattutto quelli all’addome e al torace, da poter dire che Lorenzo non aveva alcuna speranza di cavarsela. Eppure la sua fibra da atleta gli ha permesso di arrivare fino all’ospedale e alla macchina della tac. Poi però il suo organismo è collassato. Meno di due ore dopo quello schianto.
Erano circa le 19,50, mercoledì, quando Facchinetti, ex studente dell’istituto professionale alberghiero Minuto, stava percorrendo il lungomare. Si è trovato una vettura in mezzo alla strada. È finito contro la macchina e l’urto lo ha sbalzato sull’asfalto. Lo hanno soccorso alcune persone che erano nei paraggi e l’automobilista coinvolto nel sinistro. Il bagnino non ha perso conoscenza, anche se accusava dolori dappertutto. Come ha detto al medico che era sull’ambulanza del 118 e ai dottori del pronto soccorso. E proprio mentre questi ultimi lo stavano visitando ha avuto un improvviso peggioramento, perdendo conoscenza. I tentativi disperati di rianimarlo sono andati avanti per circa un’ora, ma alla fine i sanitari non hanno potuto che constatare il decesso, provocato, secondo una prima diagnosi. Nel frattempo, all’ospedale erano arrivati i familiari, che dalla prima speranza che Lorenzo ce la potesse fare nonostante la gravità delle ferite, si sono trovati di fronte al peggioramento e al successivo decesso. Al medico che è uscito dall’ambulatorio non è stato necessario dire nulla, è bastata la sua espressione per far capire ai genitori e alla fidanzata che non c’era nulla da fare.
Lorenzo abitava con la mamma Elisabetta Bertilorenzi e al padre Franco in una casa in via Chiesina del Casone 15, ieri diventata meta di amici e parenti che hanno tentato di alleviare lo strazio della coppia. Anche all’obitorio tante persone, che volevano salutare per l’ultima volta Lorenzo. E tutti dicevano la stessa cosa: «Sorrideva sempre ed era gentile con tutti». Al funerale, fissato per oggi pomeriggio alle 15.30 al Casone, ci saranno centinaia di persone a salutare per l’ultima volta quel bagnino tanto amato. Intanto la procura si appresta a iscrivere sul registro degli indagati l’uomo che era al volante dell’utilitaria uscita dal parcheggio. L’accusa è di omicidio colposo. È un atto dovuto, per permettere ai legali di partecipare agli accertamenti e di nominare i periti di parte. Lui ai carabinieri ha detto di non aver visto, né sentito, quella motocicletta. (d.d.)
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