Proteste
Spese rappresentanza, economo risarcisce
L’impiegata condannata dalla corte dei conti per non aver giustificato due pranzi dell’assessore
PODENZANA. È stata condannata dalla corte dei conti di Firenze a risarcire il Comune di Podenzana, amministrazione presso la quale aveva svolto mansione di economa dal primo aprile al 31 dicembre 2010. L’impiegata dovrà risarcire al Comune 233 euro, mentre per le spese di giustizia, come le definiscono i giudici del collegio che l’ha condannata, dovrà dare trentadue euro allo Stato.
Tutto è partito da una richiesta di chiarimenti fatta alla corte dei conti dalla Provincia. E si è scoperto che «non è stato trasmesso il registro delle minute spese, al posto del quale sono pervenuti i bollettari dei buoni di pagamento utilizzati dall'economo mentre, ai sensi dell'art 74 del regolamento di contabilità dell'ente, è fatto obbligo all'economo di tenere costantemente aggiornati i seguenti registri contabili: registro di cassa, nel quale sono registrati in ordine cronologico gli incassi e i pagamenti; bollettari dei pagamenti; registro dei rendiconti».
Nel mirino sono finiti tre rimborsi di 53, 80 e 100 euro. Gli ultimi due relativi a pasti che l’assessore Corbani aveva avuto con delle autorità e poi dei geologi. Mentre il primo era un incontro tecnico per il piano strutturale del Comune. Non possono essere considerate spese di rappresentanza, quindi. E quindi quegli esborsi sostenuti dall’amministrazione non sono giustificati. Né giustificabili.
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