Il Tirreno

Ripartono i lavori per la moschea

di Alessandra Vivoli
Ripartono i lavori per la moschea

La buona notizia proprio il primo giorno di Marmotec Una fornitura di un milione di metri quadri di “bianco”

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CARRARA. La fiera Marmotec si apre con una buona notizia per gli addetti ai lavori: riprende, dopo la sospensione dei mesi scorsi legata alla crisi internazionale, la maxi fornitura di “bianco” per il potenziamento della moschea di Medina. Un progetto che prevede oltre un milione di metri quadrati di lastre a cui stanno lavorando da due anni molte aziende del comparto apuano. L’ordine non è mai stato cancellato ma nel febbraio scorso c’era stata una battuta d’arresto che aveva fatto temere il peggio per una commessa che rappresenta una boccata di ossigeno per le imprese.

Lo stop era arrivato nei mesi scorsi quando il mercato arabo penalizzato da un deficit record, dovuto al calo dei ricavi nella vendita del "greggio" durante il 2015 e minacciato dai conflitti interni al paese aveva interrotto la maggior parte delle trattative commerciali in atto, compreso il grosso lavoro della moschea che stava alimentando da più di due anni l’ economia locale del marmo.

Per le imprese del lapideo, proprio nel giorno dell’inaugurazione della fiera del settore che parla apuano, arriva la notiza più attesa: quella della ripresa del lavoro e della fornitura.

E le buone notizie, per il comparto nostrano non sembrano arrivare solo dalla vicenda moschea, ma anche dai numeri. Il 2015, infatti, si conferma un anno d'oro per il commercio internazionale della pietra naturale. Il mercato internazionale dei prodotti lapidei ha infatti generato, nel 2015, un flusso commerciale del valore di 25,7 miliardi di euro registrando una crescita, rispetto al 2014, del 12,4%.

Questi i dati di "Stone Sector 2016", il rapporto statistico elaborato ogni anno dall'Ufficio Studi di Internazionale Marmi e Macchine Carrara (presentato proprio il primo giorno della fiera) e per valutare il bilancio e le prospettive del commercio internazionale dei prodotti lapidei. L'incremento dei valori commerciati non trova un corrispettivo nell' aumento dei quantitativi, ma piuttosto nel maggior valore medio unitario dei prodotti immessi sul mercato internazionale dai principali player del settore, in primis, Cina e Italia.

La Cina si conferma primo paese per quota di mercato all'export nel settore mondiale della pietra naturale e il 42 per cento del valore esportato a livello mondiale è realizzato da aziende cinesi. L'Italia è in seconda posizione con una quota di mercato del 12,4 per cento, in calo di un punto percentuale rispetto al 2014.

Il calo della quota di mercato italiana, in realtà, non è dipeso da una riduzione del'export del nostro paese, in quanto il valore dell'export italiano di pietra ornamentale raggiunge nel 2015 il record di oltre 2 miliardi di euro e registra una crescita del 6,3 per cento.

Tale calo si è verificato solo perché l'aumento dell'export italiano è stato comunque inferiore all'aumento delle esportazioni mondiali (+17%). La nota positiva è che l'export dei lavorati in marmo costituisce oggi la metà del valore dell'export complessivo del settore lapideo italiano.

Nel 2015, l'Italia ha esportato verso il resto del mondo 915 mila tonnellate di lavorati di marmo, del valore di oltre un miliardo di euro, registrando una crescita rispetto al 2014, del 2,6% in quantità e del 9,8% in valore. Gli Stati Uniti diventano nel 2015 il primo mercato di sbocco per il settore mondiale della pietra naturale superando per la prima volta la Cina.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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