Il Tirreno

Maxi furto in un’azienda del marmo

Maxi furto in un’azienda del marmo

Raid alla Bernardi, con le macchinette per tagliare il marmo hanno aperto la cassaforte dell’ufficio, spariti soldi e documenti

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CARRARA. Raid e maxi furto nella segheria di Alessandro Bernardi, imprenditore nel settore della trasformazione ed ex dirigente della Carrarese.

I ladri sono entrati nell’azienda di via Piave martedì notte. E, da quello che emerge dalle prime indagini (di cui si sta occupando la polizia) il colpo era già stato studiato nei minimi dettagli. Circa venti giorni fa, infatti, c’è stato, infatti, una sorta di sopralluogo da parte dei malviventi: qualcuno si era introdotto negli uffici a pianterreno della segheria, portando via due banconote da dieci euro. Un episodio che era stato archiviato come frutto della scorribanda notturna di qualche balordo e che invece, alla luce di quanto avvenuto l’altra notte, assume contorni del tutto diversi.

La secondo volta, infatti, i ladri non hanno lasciato nulla al caso. Come prima cosa sono entrati in laboratorio e hanno tagliato con una sega la catena del mobile dove vengono sistemati gli attrezzi utilizzati soprattutto dagli artigiani per le piccole sculture. Da qui hanno prelevato due macchinette tagliatrici, una con il disco diamantato, che funzionano a elettricità e si utilizzano per i lavori di rifinitura.

A quel punto si sono diretti nella palazzina centrale, quella degli uffici. Hanno sfondato la porta d’ingresso e cominciato a frugare in tutti i cassetti, lasciando dietro di loro fogli e documenti, a terra. Perfino le penne e le matite.

Poi i malviventi si sono diretti al piano di sopra e, dopo aver attaccato alal spina le machcinette, le hanno utilizzate per aprire la cassaforte.

Un lavoro che dovrebbe essere durato non certo poco tempo ma che i malviventi hanno eseguito indisturbati: per questo una delle ipotesi al vaglio, dalla prima ricostruzione dei fatti, è che, nelle settimane precedenti l’azienda sia stata “attenzionata” proprio dagli autori del colpo. Il furtarello messo a segno circa due settimane prima sarebbe stato solo un modo per perlustrare la zona e tenere d’occhio i movimenti anche delle aziende vicine: la Bernardi marmi si trova infatti in una strada ad alta densità di segheria (è qui infatti che si trovano, fra le altre, le ditte Graziani Marmi, Santucci, e il polo produttivo e gli studi d’arte di Franco Barattini).

I malviventi avevano pianificato tutto, anche che quella zona di notte fosse molto tranquilla. Così sono riusciti a mettere mano, una volta aperta, sull’intero contenuto della cassaforte: soldi (circa ottomila euro), documenti, chiavi. Insomma tutto ciò che si trovava all’interno.

Dopo aver messo le mani sul bottino i ladri hanno usato i servizi igienici della azienda, lasciandoli completamente sporchi.

Ad accorgersi di quanto accaduto è stato un dipendente della Bernardi marmi che, ieri mattina presto, si è accorto della porta d’ingresso sfondata e della devastazione lasciata dai ladri.

A quel punto sono state avvisate le forze dell’ordine. Sul posto è arrivata la polizia scientifica che si è occupata di tutti i rilievi del caso.

Le indagini in corso. Il maxi furto riaccende l’attenzione sul problema della sicurezza nelle aziende del marmo: nei mesi scorsi fu visitata fra l’altro la Marmi Carrara, e dagli uffici sparirono documenti e progetti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web