Gioco
La fiera si apre ricordando le vittime del marmo
L’assessore Ciuoffo: ciò che cavate qui dev’esser lavorato qui Giacomelli: il governo c’è e sosterrà la progettualità apuana
CARRARA. Si è aperta ricordando le ultime tre vittime sul lavoro nel settore del marmo, Roberto Ricci Antonioli, Federico Benedetti e Carlo Morelli, la 33esima edizione di Marmotec. Tante istituzioni hanno partecipato a questo avvio di fiera, "forse un po' troppe, rispetto alle imprese" ha commentato l'assessore alle attività produttive della Regione Toscana Stefano Ciuoffo, strappando un sorriso al presidente Fabio Felici e al sindaco di Carrara Angelo Zubbani. Al tavolo delle istituzioni ci sono anche il sottosegretario allo Sviluppo economico Antonello Giacomelli, il presidente degli Industriali Eric Lucchetti, il presidente della Camera di Commercio Dino Sodini, il presidente onorario di Confindustria Marmomacchine Flavio Marabelli. Nei loro interventi uno stesso filo conduttore: la soluzione non potrà mai essere la chiusura delle cave e dei laboratori del marmo, ma la loro evoluzione, il loro cambiamento verso lavorazioni che puntino alla qualità e non alla quantità, verso un prodotto che sia sempre più unico, perché lavorato in loco e spingendo su rapporti internazionali che consolidino le aziende sui mercati esteri. Proprio dalla Regione è partito un appunto al territorio locale: «Ciò che viene cavato da qui deve essere lavorato qui, perché adesso è troppo pocom- - ha detto l'assessore Ciuoffo- Questo sarà il valore aggiunto al prodotto. Capisco che le trasformazioni in azienda non si possono fare in un giorno e neanche in un mese, ma è quello su cui dobbiamo lavorare». Ciuoffo ha ammesso la difficoltà dei rapporti tra territorio e Regione soprattutto in tema di Piano paesaggistico:«Siamo stati un interlocutore difficile- dice l'assessore- abbiamo creato tensioni con il territorio e rimandato i protocolli di sicurezza; adesso è arrivato il tempo di capirci meglio, di valorizzare il territorio e il prodotto, il mercato, però, non può essere il motore di sorpasso al tema della sicurezza». «Il Governo c'è- ha detto il sottosegretario Giacomelli- siamo vicini a questo distretto, perché nel programma dell'esecutivo nazionale c'è l'obiettivo di sbloccare le potenzialità italiane; il Governo sosterrà il processo di internazionalizzazione e accompagnamento sui mercati esteri di questa fiera; concordo anche sul potenziare le lavorazioni in loco e la filiera del marmo; occorre sviluppare talenti e progettualità qui. Premialità e incentivi devono andare di pari passo con un distretto in cui si lavora in sicurezza e dove non si muore di lavoro». Numeri di eccellenza per una fiera che, come ha ricordato il presidente Felici, non può più permettersi di mostrare i muscoli di una volta, ma si è rigenerata con un format sostenibile, al motto di "esportare il bello": primo distretto per export (quello apuo-versiliese) da oltre 1 miliardo di euro; 214 delegati in fiera, 200 operatori esteri, 3400 incontri, 50 eventi, 4 aree di intervento, architettura e design, business, tecnologia e innovazione, sostenibilità. «La Imm e Carrara Fiere- ha commentato Felici- tornano al centro delle scena e il marmo al centro del mondo». Il presidente degli industriali Lucchetti raccoglie moniti e consigli: «Le imprese sono presenti- dichiara Lucchetti- credono negli obiettivi di cambiamento, nonostante alcune fiere passate non abbiano dato i risultati sperati. Siamo disponibili ad aumentare la trasformazione in loco, che oggi si ferma al 46%, ma chiediamo alla Regione più tempo, meno pressione, leggi certe per tener fede agli impegni che ci siamo presi». Questa del 2016, infine, sarà l'ultima Marmotec inaugurata da Angelo Zubbani in veste di sindaco: «Per questo spero segni la vera rinascita del settore- ha detto- sapendo che possiamo fare sempre di più e sempre meglio; non competere sulla quantità, ma sulla qualità di 2000 anni di storia, puntando sull'identità della nostra comunità».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
