Proteste
«L’intervento era indispensabile»
Il primario spiega il caso del paziente operato per un sospetto tumore maligno
MASSA. L’azienda sanitaria, attraverso il dottor Mirko Lombardi, primario di chirurgia, ricostruisce l’iter clinico di Domenico Colle, il cittadino che nei giorni scorsi ha raccontato di essere stato operato nel 2012 per un tumore maligno, nonostante si trattasse di semplici cisti.«In merito alle affermazioni del signor Domenico Colle mi preme precisare - esordisce il medico - alcuni punti importanti per la comprensione di quanto accaduto e per rassicurare i cittadini sulla qualità della sanità apuana. Si trattava di un tumore (dal latino tumor cioè tumefazione, massa) cistico a coinvolgimento multiviscerale (più organi interessati) con caratteristiche, all’immagine radiologica, sospette di malignità. Inoltre, la storia clinica non indicava alcuna patologia cronica in evoluzione e non era possibile, preoperatoriamente definire con certezza la benignità o malignità delle masse; neanche la biopsia percutanea sarebbe stata dirimente. È bene sottolineare che il caso è stato discusso approfonditamente in un team multidisciplinare perché complesso, tanto è vero che è stato necessario un intervento ad alta complessità, vista l’estensione delle cisti a più organi, la necessità di intervenire chirurgicamente è stata ampiamente condivisa con il paziente, la famiglia e il medico curante che, a sua volta, ha sollecitato l’intervento dato l’aggravarsi delle condizioni del paziente. La benignità delle lesioni - conclude Lombardi - è stata da tutti, paziente in primis, accolta con enorme soddisfazione». Per quanto riguarda la parte relativa al risarcimento danni e l’interessamento del difensore civico regionale, l’azienda sottolinea che «ad oggi non vi è alcun contenzioso tra l’Asl il signor Colle. Solamente il 15 luglio del 2015, il difensore civico ha inviato all’ex Asl 1 una richiesta di chiarimenti e documentazione clinica relativa all’intervento chirurgico, peraltro avvenuto nel 2012. Fino ad allora non era mai pervenuto alcun reclamo, segnalazione scritta o verbale o lamentela. La documentazione richiesta è stata fornita - prosegue l’azienda - e, con nota del settembre 2015, il difensore civico informava la Asl che l’istruttoria della pratica era completa e ringraziava per la collaborazione. Il 3 febbraio 2016 venivano richieste alla ex Asl 1 ulteriori integrazioni, prontamente trasmesse. Con un’ultima nota del 22 aprile 2016, il difensore civico regionale informa l’ex Asl 1 che, in merito alla pratica, sono in corso ulteriori approfondimenti. La nota è stata trasmessa dall’ufficio relazioni con il pubblico all’ufficio sinistri per opportuna presa d’atto e per eventuali adempimenti del caso.Sulla questione interviene anche la direttrice generale, Maria Teresa De Lauretis per ricordare la qualità della sanità apuana: «Nell’ex azienda Asl 1 - spiega - ogni anno vengono eseguiti oltre 27.500 interventi chirurgici; gli accessi ai pronti soccorso sono 81.000, si effettuano oltre 200.000 indagini radiologiche e oltre 3 milioni di esami di laboratorio con richieste risarcimento danni assolutamente nella media».
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