Sicurezza
Accademia, verso le dimissioni anche la direttrice Lucilla Meloni
Dopo la presidente Anna Laghi, nuovo scossone ai vertici della massima istituzione culturale La diretta interessata sgombra il campo da possibili polemiche: «Se lascio è per motivi professionali»
CARRARA. Anche la direttrice dell’Accademia di Belle Arti Lucilla Meloni pensa alle dimissioni. Lo ammette lei stessa, precisando che però il suo eventuale addio non avrebbe nulla a che fare con la situazione all’interno di Palazzo del Principe nè con il commiato, un mese fa, della ex presidente Anna Laghi. «Motivi professionali» rivela la direttrice. I rumors si rincorrono ormai da qualche giorno nei corridoi di Palazzo del Principe e la diretta interessata ammette: «In effetti ci sto pensando ma non sono ancora nelle condizioni di prendere una decisione». L’eventuale addio all’incarico di direttore dell’istituto è legato ad alcuni nuovi progetti che Lucilla Meloni potrebbe essere chiamata a portare avanti per la sua professione di storica dell’arte. «Ancora non c’è nulla di certo e dunque non mi posso sbilanciare ma è chiaro che se le cose andassero in una certa direzione non potrei conciliare questa nuova fase della mia carriera di storica dell’arte con il lavoro di direttore dell’Accademia» precisa la docente. E per evitare che l’Istituto sia investito da nuove e dannose polemiche è la stessa direttrice a mettere i puntini sulle “i”: «Questa situazione non ha assolutamente nulla a che fare con le dimissioni della presidente Anna Laghi che sono scaturite da tutt’altre ragioni» dichiara. Quali? E’ la stessa direttrice a sbilanciarsi: «Anna Laghi si è dimessa perché ha capito di non avere la fiducia degli insegnanti, non essendo stata inserita nella terna dei candidati per la presidenza successiva». Sulle ragioni che hanno spinto la ex presidente a interrompere prima del tempo il suo mandato manca ovviamente la versione della diretta interessata, Anna Laghi, che dopo l’addio a Palazzo del Principe non ha più rilasciato dichiarazioni. Secondo i rumors circolati nelle ore immediatamente successive alle dimissioni, rassegnate il 19 aprile, il "casus belli" sarebbe stato un forte disaccordo tra l’allora presidente e la direttrice Meloni sulla gestione di un contenzioso con Erp, per la morosità legata all'utilizzo degli spazi del San Giacomo. «Sono esausta, le situazioni sono complicate e io non ce la facevo più. Le dimissioni sono state una liberazione» si era limitata a dichiarare Anna Laghi. L'Accademia di Belle Arti potrebbe dunque perdere a distanza di poche settimane le sue due "prime donne", la presidente e la direttrice. A nemmeno un mese l’addio della presidente, ecco spuntare le voci sulle dimissioni della direttrice - confermate dalla stessa Meloni - che pur essendo motivate da ragioni completamente diverse certo segnerebbero un nuovo scossone ai vertici dell’Accademia di Belle Arti ancora in attesa che il ministero dell’Istruzioni indichi il successore della Laghi, scegliendo tra l'avvocato Michele Caro, il commercialista Giancarlo Casani e la docente di storia dell'Arte all'Università di Pisa, Donata Levi.
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