La manifestazione
A scuola senza la mensa
Servizio interrotto prima della fine delle lezioni: mamme infuriate
MASSA. La scuola è a tempo pieno, inizia a settembre e finisce a giugno. Il bimbo rimane tra i banchi dalle 8 del mattino alle 16 del pomeriggio. Così hai scelto quando lo hai iscritto. Hai scelto e sai che a scuola il piccolo può rimanere perché è garantito il servizio mensa.
Poi, a maggio, scopri che le lezioni, quelle sì, proseguono fino al 10 giugno per i più grandicelli della primaria e delle medie e fino al 30 giugno per i grembiulini dell’asilo. Il servizio mensa, invece, si interrompe prima. La scuola rimane a tempo pieno, ma il pranzo tra i banchi non c’è più. Servizio scolastico mutilato.
Un bel problema per le famiglie e per le mamme lavoratrici. Perché il lavoro, quello, non si ferma al 31 maggio. Così chi fa le corse e prende i figli prima di pranzo, chi invece si gioca la carta nonni o “ingaggia” la baby sitter. Altrimenti - è la terza opzione - la mamma si sveglia il mattino presto e prepara, come ai vecchi tempi, il panierino: panino, succo di frutta, una cioccolata. L’interruzione del servizio mensa, prima della fine dell’ anno scolastico, non è voce di corridoio. La conferma arriva da Silvana Sdoga. È lei, assessore all’istruzione, a spiegare che la decisione è stata presa dopo un incontro tra amministrazione e dirigenti scolastici. Decisione seguita ad un confronto e proposta dagli stessi dirigenti - aggiunge l’assessore - nella consapevolezza che, soprattutto alla primaria e alla scuola di infanzia, gli ultimi giorni sono quelli in cui l’attività curriculare si interrompe, sostituita da quella ricreativa. Insomma, meno libri e quaderni e più giardino, pallone e corse. Non solo, Silvana Sdoga spiega che la scelta di interrompere la mensa prima della fine delle lezioni è in linea con il passato. Lo scorso anno -motiva - il servizio è stato sospeso il 29 maggio alle medie e il 19 giugno all’infanzia, ma è stato garantito fino all’ultimo giorno di scuola (il 10 giugno) alla primaria.
I genitori sono infuriati: il problema - già lo sanno - si ripeterà anche a settembre. La scuola riaprirà, infatti, i battenti il 12, ma il pasto tra i banchi - il calendario è già stato fissato - sarà garantito dal 26 settembre. Due settimane di disagio (e non una come lo scorso anno). Senza dimenticare che niente pasto a scuola significa niente tempo pieno, con le famiglie costrette alle corse.
La commissione mense promette battaglia e sulla sua pagina Facebook contesta la decisione presa senza aver coinvolto - spiega - i genitori. Mamme e papà sono agguerriti: alla primaria di Mirteto e all’infanzia di Ortola è già partita la raccolta firme. La stessa Sdoga ammette di aver già sulla scrivania lettere di protesta e atti con cui i genitori chiedono che la mensa sia garantita dal primo all’ultimo giorno di scuola.
Ad esprimere il suo dissenso è anche la madre di 5 bambini che frequentano proprio gli istituti di Ortola e Mirteto: «La scelta (di interrompere il servizio mensa ndr)creerà non pochi disagi ai genitori che si troveranno a scendere a compromessi con la scuola e a tamponare la situazione. Al momento la scuola dell’infanzia - aggiunge la mamma - non ha proposto soluzioni in merito al pasto che non ci sarà e quindi i bambini dovranno essere prelevati dalle 12 alle 13 senza il servizio scolastico pomeridiano. Mentre per la scuola primaria, che ha orario 8.30/16.30, il servizio mensa terminerà dieci giorni prima del termine dell’anno scolastico. Alcuni genitori del Consiglio d’Istituto - prosegue la mamma - hanno proposto con un sondaggio tra i genitori e valutato varie opzioni: orario dalle 8.30 alle 13.20, dalle 8.30 alle14, dalle 8.30 alle 16.30 con panino». A sondaggio terminato, le famiglie faranno il punto e sceglieranno tra le tre opzioni prtoposte.
Poi la mamma dei 5 bambini va al nocciolo del problema:«Non ritengo corretto che avendo scelto un servizio scolastico a tempo pieno non mi venga garantito il servizio dall’inizio fino al termine dell’anno scolastico e che venga comunicato solo il 16 maggio che il servizio mensa terminerà fra due settimane e che, quindi, dovrò tamponare la situazione (chiedendo permessi di lavoro, chiedendo aiuto a figure risorsa etc.) creata dalle istituzioni che non si confrontano con la realtà delle situazioni famigliari».
Toni decisi e l’amministrazione che, nonostante il dado sia tratto, si impegna, nelle parole di Silvana Sdoga «ad ascoltare e a valutare le esigenze di alunni e genitori».
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