Finanza
«Questa strada è pericolosa»: parte la denuncia in Procura
La protesta arriva da via Gino Menconi a Avenza dopo 16 anni di battaglie, esposti e segnalazioni. Commercianti e residenti esasperati: marciapiedi sottodimensionati e barriere architettoniche
AVENZA. Dopo 16 anni di battaglie e oltre 10 tra denunce, esposti e segnalazioni, un gruppo di residenti e i commercianti di via Gino Menconi hanno chiesto direttamente al procuratore Aldo Giubilaro. La situazione nel tratto di via Gino Menconi compreso tra via Grotta e piazza Lucetti viola il codice della strada e in particolare l’articolo 110 che impone l’installazione di un impianto semaforico nei tratti di strada a senso unico alternato superiori ai 50 metri; l’articolo 79 che prevede che i cartelli di preavviso siano installati ad almeno 80 metri dal pericolo e l’articolo 140, sulle misure standard delle carreggiate. Non avendo installato il semaforo e avendo posizionato in modo non corretto il segnale, sono stati inoltre violati gli articoli 328 e 673 del codice penale. Lo sostengono Giuseppe e Alessandro Morescalchi, commercianti di via Gino Menconi nella denuncia/querela che con l’assistenza degli avvocati Chiarella Lagomarsini e Massimo Garella hanno formalizzato lo scorso 15 aprile. Si tratta solo dell’ultimo atto di una battaglia ingaggiata da un gruppo di commercianti e residenti nel 2000, con almeno decina di denunce ed esposti rimasti inascoltati. A riaccendere la miccia i lavori di manutenzione straordinaria programmati a inizio 2016 dal municipio che, secondo il gruppo di avenzini, si è risolto in una veloce sistemazione del rivestimento stradale. «Secondo la norma in sede di manutenzione straordinaria i marciapiedi che sono sottodimensionati avrebbero dovuto essere adeguati alla legge sulle barriere architettoniche, cosa che non è stata fatta» racconta Alessandro Morescalchi, firmatario dell’esposto. Non solo: «Visto che il doppio senso interessa un tratto di strada superiore ai 50 metri di lunghezza, per legge, dovrebbe essere installato un impianto semaforico permanente» aggiunge il commerciante avenzino segnalando che queste richieste sono note all’amministrazione comunale, ormai da diversi anni. Stanchi di essere ignorati gli avenzini si sono rivolti direttamente al procuratore. «Gli abbiamo raccontato che per ovviare al vincolo dei 50 metri di lunghezza consentita, il segnale di senso alternato è stato posizionato in mezzo alla strettoia, e non 80 metri prima come prevede la legge» ha aggiunto Morescalchi. E per avere un’idea dei disagi che vivono i residenti della zona è sufficiente trascorrere solo qualche minuto a osservare quello che accade in via Gino Menconi: nel tratto tra via Grotta e piazza Lucetti i marciapiedi sono strettissimi e rendono impossibile il transito di una persona in carrozzella mentre, sulla carreggiata, le auto che viaggiano in senso opposto hanno pochissimo margine di manovra. «E’ un pericolo continuo» concludono residenti e commercianti.
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