Sicurezza
Medicina nucleare, spauracchio Viareggio
Ma la direttrice generale De Lauretis nega la possibilità di un trasferimento all’ospedale Versilia
MASSA. Il punto di partenza è che Medicina nucleare è un’eccellenza. Un reparto all’avanguardia per professionalità degli operatori e dotazione tecnologica. E visto che l’eccellenza c’è, il territorio la difende con le unghie e con i denti e la sola prospettiva che il reparto faccia i bagagli e lasci la terra apuana, alla volta della Versilia, fa sollevare scudi e promettere battaglie all’ultimo sangue. Del resto - e questo è il motivo per cui i contorni dell’ipotesi si definiscono - la sanità apuana e quella versiliese sono oggi più vicine che mai, unite sotto l’egida della nuova mega Asl Toscana Nord. Senza dimenticare - per aggiungere un altro indispensabile tassello - che la Medicina Nucleare che Massa Carrara ha, in quel di Lido di Camaiore non c’è.
Non c’è, ma ci sono gli spazi per ospitarla, proprio all’interno dell’ospedale. Spazi che, invece, all’ombra delle Apuane mancano. Certo, carta canta e gli accordi prevedono che il reparto sia accolto al piano terra della Palazzina G, a Monterosso, a Carrara. Ma un cronoprogramma per il trasferimento oltre Foce ancora non c’è. Non c’è perché ancora non sono arrivati i soldi per rimettere a nuovo la fatidica Palazzina: «Per i lavori a Monterosso - a fare il punto è la direttrice Maria Teresa De Lauretis - è stata preventivata una spesa complessiva di 20 milioni di euro. La prima tranche di 10 milioni è già arrivata, nel 2015». Direttamente da Firenze, destinata alle prime opere in vista dell’apertura del nuovo ospedale e all’adeguamento sismico. Ma l’intervento alla Palazzina G, per un totale di 3 milioni di euro, rientra nel secondo filone di finanziamento. E per quel filone ancora non è arrivato un euro. Insomma, Medicina nucleare deve trasferirsi a Carrara, ma per il trasloco c’è da aspettare. E quanto esattamente non è dato sapere. Nel frattempo il reparto rimane nella palazzina di proprietà dell’Ascoli, accanto all’obitorio, lungo l’Aurelia. A Massa. Per un affitto annuo che sfiora i 100.000 euro. L’ipotesi di un trasloco al Noa- accordi con Carrara a parte - non è praticabile: gli spazi in viale Mattei non ci sono. Così spunta l’opzione B: fare i bagagli alla volta del Versilia. Stessa grande azienda sanitaria, locali disponibili all’interno dell’ ospedale e possibilità di trasferimento immediato.
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Opzione che scatena l’alzata di scudi perché gli apuani il reparto di Medicina Nucleare vogliono mantenerlo a casa loro. Struttura di eccellenza, dotata di Pet Tac, è all’avanguardia nell’individuazione dei tumori, anche piccolissimi. A gettar acqua sul fuoco ci pensa Maria Teresa De Lauretis che esclude il trasferimento:« Vero che non c’è una data certa per il trasloco a Carrara, ma la Nucleare rimarrà in terra apuana e non andrà, neanche temporaneamente, al Versilia. Abbiamo preso degli impegni e li manteniamo. La nucleare sarà a Carrara, il sindaco Zubbani lo sa».
«Perché - rincara Giuliano Biselli, direttore dell’ospedale - le Asl di confine sono quelle in cui vale la pena investire di più». Giocarsi le carte migliori. E la nostra terra di confine lo è.
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