Il dolore
Cava Fornace: «Il cattivo odore non viene da qui»
L’open day alla discarica di Montignoso: i cittadini (e i due candidati presenti) chiedono sicurezza, la società rassicura
MONTIGNOSO. La discarica di cava Fornace apre le porte. Un’operazione trasparenza che è stata anche e soprattutto l’occasione per i cittadini presenti - meno di quanto ci si sarebbe potuti aspettare, come ha osservato il candidato a sindaco Gianni Lorenzetti, visto che l’argomento è centrale nel dibattito politico di Montignoso - per esprimere i loro dubbi e le paure per una presenza così grande a ridosso dell’abitato.
La nuova governance. Alcuni punti fermi. Partiamo dall’assetto proprietario, formalizzato da alcuni mesi: la società Programma Ambiente, pratese, partecipata al 100 per cento dal gruppo Asm sempre di Prato (di cui il Comune di Prato ha il 98%) - e quindi di fatto anche Programma Ambiente è al 100% del Comune di Prato, interamente pubblica - è salita in Programma Ambiente Apuane (società che gestisce la discarica di Montignoso) all’80%, mentre prima era al 51%. «Così - spiega Roberto Pagliocca, presidente Programma Ambiente - vi è chiarezza sulla governance: i soci privati hanno il 20 per cento, c’è stato un cambio di passo, noi siamo una società interamente pubblica, e ci muoviamo con le logiche del pubblico. L’open day è finalizzato a mostrare in piena trasparenza i processi di smaltimento e rispondere alle domande, ma non è un episodio isolato. Vi è un sito internet, siamo disponibili a rispondere sempre a qualsiasi dubbio». Concetto ribadito durante il sopralluogo dall’alto dal direttore tecnico, Giampaolo Nadalini: «Oggi rispondo direttamente ai presenti, ma chi vuole un appuntamento, può richiederlo: e vi mostreremo ancora tutto ciò che avviene in questo impianto».
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Insomma, società interamente pubblica Programma Ambiente, e all’80% pubblica l’azienda operativa, Programma Ambiente Apuane che gestisce il sito (il 14% è di un gruppo di Parma, il 6% di un gruppo di Brescia). Sei i dipendenti occupati: «Per prima cosa - aggiunge Pagliocca - abbiamo ripreso in mano il discorso ambientale e di sicurezza: l’impermeabilizzazione adesso è totale, tutti gli standard sono rispettati ai massimi livelli».
Quattro tipologie di rifiuti. Al momento, sono quattro le tipologie di rifiuti speciali che confluiscono nella discarica di Montignoso: cemento amianto (eternit), che è anche l’unico rifiuto speciale pericoloso; marmettola; terre di bonifica; fanghi di dragaggio fluviale (ultimamente, le sabbie del Fescione). Può ancora ospitare circa un milione e settecentomila metri cubi di rifiuti: arriverà, alla fine del percorso, a quota 98 metri di altezza, attraverso terrazzamenti simili agli attuali.
I dubbi dei cittadini: cattivi odori, sicurezza. Giampaolo Nadalini, direttore tecnico da un mese (ma da alcuni anni lavora già a cava Fornace), ha spiegato come vengono sistemati in discarica i rifiuti. L’eternit, in particolare, deve essere preventivamente “impacchettato” perché non rilasci fibre, e poi collocato sotto uno strato di materiale inerte che eviti per sempre il rischio fuoriuscita. Una cittadina particolarmente agguerrita, Rosanna Altemura, ha posto con insistenza il problema del cattivo odore: «Guardi - ha risposto il direttore - se c’è puzzo non esce di qua. Qui è tutto rifiuto inorganico, che non fermenta e non puzza». «Ma noi abitiamo qui vicini, e soprattutto al mattino si sente eccome». «Allora - ha ribattuto Nadalini - venga qui quando sente l’odore».
E il percolato? «Ora è tutto raccolto e portato via con i camion e portato a Prato. Non solo: ora è tutto collegato alla fognatura pubblica, e Gaia ha dotato il collegamento di una elettrosaracinesca, se ci dovessero essere dei valori inquinanti, la saracinesca si abbassa e non passa niente. Per non parlare dei controlli costanti di Arpat». In rappresentanza della capofila Asm, presenti il vicesindaco di Prato Simone Faggi, e Gianluca Tapparini, presidente Asm. «Siamo qui - ha sottolineato il vicesindaco Faggi - nel segno del dialogo e della trasparenza. Questa discarica è strategica in un sistema integrato di smaltimento, e di particolare importanza nell’ottica del conferimento dell’eternit, anziché portarlo all’estero abbiamo l’opportunità di smaltirlo qui con garanzie di sicurezza». Daniele Mazzoni, vicesindaco di Pietrasanta, Comune confinante con la discarica, ha insistito come tutti sul piano della sicurezza: «La salute viene prima di tutto, e importante è anche la tutela ambientale, visto come abbiamo “sciagattato” il territorio. Ad Arpat abbiamo sollecitato controlli stringenti».
Gianni Lorenzetti, candidato a sindaco di Insieme per Montignoso, ha ribadito: «È chiaro che come cittadino innanzitutto non sono contento di avere una discarica così vicina e, come tutti, sono preoccupato. Però c’è, la dobbiamo governare, e voglio capire. Problema odori: Arpat un paio d’anni fa disse che venivano dal Lago di Porta per le putrescenze, credo che sia ora di mettere dei sensori e credo che l’azienda sarà sensibile alle richieste. Certo, mi aspettavo più gente: vorrei capire se spaventa davvero la discarica o se è solo un tema da strumentalizzare. Io sono qui per capire e fare da garante». L’altro candidato a sindaco presente, Andrea Cella della Lega ha ribattuto sul tasto, centrale, dell’assoluta necessità della sicurezza e della trasparenza, le rassicurazioni sono arrivate dall’amministratore unico di Programma Ambiente Apuane, Massimiliano Arrigoni. Mentre il presidente di Programma Ambiente, Roberto Pagliocca, ha assicurato che non aumenteranno le tipologie di rifiuti che saranno accolti in discarica: «Non andremo oltre agli attuali: probabilmente cambieranno nome, ma non tipologia».
L’assessore regionale Fratoni: puntiamo all’autosufficienza. Ora i rifiuti come noto sono di competenza regionale: e che la discarica sia di interesse regionale è stato ribadito dalla presenza dell’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni: «L’obiettivo è di arrivare alla piena autosufficienza regionale nello smaltimento anche dei rifiuti speciali».
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