Finanza
Duomo gremito per la Pentecoste
Una lunga veglia notturna in chiesa con canti, preghiere e letture Il vescovo: i datori di lavoro pensino più alla sicurezza che al profitto
MASSA. La Basilica di Massa gremita di fedeli, provenienti da tutta la diocesi di Massa-Carrara e Pontremoli, per la celebrazione della veglia di Pentecoste. Sabato sera nella Cattedrale di San Pietro e Francesco, il Vescovo Giovanni Santucci e tutti i sacerdoti della circoscrizione vescovile, dalle ore 21, hanno festeggiato con canti preghiere e letture, la ricorrenza della discesa dello Spirito Santo sugli apostoli. Diversamente dagli altri anni, la veglia di preghiera non si è svolta all'iterno del sito archeologico di Luni ma in Duomo, a causa delle condizioni metereologiche avverse. «Quest'anno per colpa del tempo siamo stati costretti a spostare in Duomo la vigilia della Pentecoste – afferma Don Luca Franceschini direttore dell'Ufficio Liturgico - solitamente festeggiamo questa ricorrenza a Luni, dove fu costruita la prima basilica cristiana in terra apuana. È da Luni infatti che partì l'evangelizzazione del nostro territorio, intorno al 300 dopo Cristo».
La Pentecoste nasce come una festa della tradizione ebraica, per ricordare l'alleanza e la rivelazione di Dio al popolo di Israele sul Monte Sinai. Con il cristianesimo invece, questa ricorrenza rappresenta l'effusione dello Spirito Santo, dono del Risorto, e la nascita della Chiesa. Nella religione cristiana, cade nel cinquantesimo giorno dopo Pasqua, di domenica, ed è quindi una festa mobile, dipendente dalla data della Pasqua. «Siamo riuniti questa sera per ricevere lo Spirito Santo che il Signore ha fatto scendere su di noi – dichiara il Vescovo Giovanni Santucci – ma noi siamo davvero pronti ad accoglierlo? Dobbiamo avere il coraggio di rinnovare la nostra anima e l'umiltà di riconoscere i nostri errori e i nostri limiti. Solo così potremmo accogliere in pieno l'amore di Dio, l'unico in grado di sconfiggere la violenza, la paura e la brama di potere che spesso portiamo dentro noi stessi. Festeggiare la Pentecoste durante il Giubileo, deve essere per tutti i fedeli, un motivo in più per riflettere sulla nostra esistenza». Durante la veglia Monsignor Santucci ha voluto ricordare anche il triste momento che la nostra comunità sta vivendo, dopo la tragica morte degli operai in cava. «Dobbiamo riportare il valore dell'uomo e della vita, al centro di ogni nostra azione - ha ribadito Santucci - Gli amministratori e i datori di lavoro, devono prima di tutto pensare al bene e alla sicurezza delle persone, non esclusivamente al proprio guadagno personale».
Presenti in Cattedrale anche numerosi ragazzi dell'azione cattolica che si stanno preparando a ricevere il sacramento della Cresima. «Io sono di Carrara è sono venuta qua con i miei compagni – conclude Giulia – perché la Pentecoste, che è un dono prezioso che Dio ha fatto agli apostoli e a tutti noi, che presto riceveremo con la Confermazione».
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