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Cisl: una patente a punti per le aziende del marmo

Cisl: una patente a punti per le aziende del marmo

Le proposte: al posto degli scioperi di settore donazioni alle famiglie delle vittime L’idea nuova: utilizzare personale comunale in cava con la funzione di controllo

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CARRARA. Una patente a punti per le aziende del lapideo, sconti sulla tassa marmi per chi rispetta le regole della sicurezza sul lavoro, e la sostituzione degli scioperi con la donazione di denaro alle famiglie delle vittime e, infine, l’impiego di personale comunale nelle cave, come "controllori" speciali. Sono queste alcune delle proposte della Cisl di Massa Carrara, dopo l'ennesimo lutto che ha colpito il territorio apuano, nel mondo del marmo.

Il segretario provinciale della Cisl, Andrea Figaia, sarà ascoltato, assieme ad altri rappresentanti del sindacato, martedì prossimo a Roma dalla commissione senatoriale sugli infortuni sul lavoro, e lì porterà le sue proposte: «Chiediamo che venga istituito un sistema valutativo a punti - spiega Figaia - per qualificare e controllare le aziende; le criticità legate alla sicurezza porteranno al decurtamento di punti, fino ad arrivare al loro esaurimento e quindi alla sospensione o revoca della concessione; allo stesso tempo bisogna prevedere premialità per le aziende in regola: inoltre in caso di eventuali, non augurabili, nuovi incidenti nel marmo, al posto dello sciopero generale "tecnico" di 4 ore, si faccia una raccolta di fondi da devolvere alle famiglie rimanendo al lavoro». Secondo Figaia della Cisl, infatti, «i lavoratori partecipano sempre meno alle dichiarazioni di sciopero, poichè le imprese del marmo più piccole e numerose sono quelle meno sindacalizzate i cui operai sono pi sensibili alle pressioni del datore di lavoro».

E la Cisl in una nota stampa snocciola alcuni dati.

«Sei incidenti mortali in 8 mesi. Questo il drammatico bilancio del prezzo in vite umane richiesto dal marmo (monte e piano) Massa Carrara - si legge nella nota - Cisl Toscana Nord ha analizzato alcuni dati relativi agli infortuni sul lavoro, in relazione agli occupati e di caratttere generale ed anche, specificatamente, nel settore della escavazione ( dato in sé un po' annacquato dalla presenza statistica anche di altre tipologie di cave, ghiaia, sale ecc) ma che comunque, per quanto riguarda Massa Carrara e Lucca sono, invece, piuttosto coerenti con il nostro obiettivo. In termini generali ( cioe sui dati di tutte le attivita ) Massa Carrara emerge inequivocabilmente come una realtà dove la presenza di infortuni e decisamente superiore alle altre realta comparate; Lucca invece ugualmente si attesta su un livello medio alto inferiore a Massa Carrara ma superiore al dato toscano».

«Nel settore escavazione appare di tutta evidenza come gli infortuni siano passati su quasi 1000addetti da 108 nel 2010 a 60 nel 2014 ( addetti ancora piu o meno stabili ) - prosegue la nota - . Disaggregando il dato risulta che a Massa Carrara il dato si attesta ad un 6,58% mentre nelle cave versiliesi e della garfagnana il dato scende sensibilmente a partire dal 2014 e si attesta ad un 2,75%. Negli ultimi 8 mesi a Massa Carrara in un contesto di sicurezza in miglioramento come si e detto si sono invece pero verificati ben 6 incidenti mortali. 2 al piano in piazzale/laboratorio, 1 al monte per la 'perlina' e 3 legati al cedimento di una parte di monte fronte bancata escavazione». «Possibile che ad un numero così alto di morti corrisponda un calo degli infortuni? -prosegue la Cisl - Dando per scontato che le imprese abbiano continuato a presentare denuncia di infortunio con coerenza nel corso degli anni cioè sempre con la stessa modalità (perchè il calo degli infortuni a Massa dal 2012 e a Lucca dal 2014 e stato troppo evidente piu del 50%..) la domanda quindi nasce spontanea. Quattro morti in cava su 1000 (0,4%) addetti e un dato straordinario inaccettabile e fuori norma e logica». «A 62 anni - conclude il segretario Figaia - non si può più lavorare in cava o in una segheria, la legge Fornero va cambiata». Inoltre, afferma Massimo Bani segretario generale Cisl Toscana Nord, i rappresentanti della sicurezza, nelle cave e nei piazzali e laboratori dove si lavora il marmo, non sono messi in condizione di esercitare la loro funzione nei modi e con i contenuti previsti dalla normativa: «quanto accade quindi potrebbe anche essere legato ad una errata o parziale o minima applicazione della normativa, che, invece in termini generali sembra avere invertito la tendenza sul numero degli infortuni».

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