Sicurezza
Servizi sociali nella bufera, guerra in consiglio comunale
La dirigente nel mirino dei cittadini per il caso di una mamma e per le polemiche legate al resoconto on line di un diverbio
CARRARA. Tutto è iniziato con un presidio di una cinquantina di persone che “armate” di rose gialle e bianche hanno espresso solidarietà a una cittadina, protagonista di una querelle con la dirigente del settore Sociale. Ma poi con l’apertura della seduta del consiglio comunale, riposti i fiori, sono partite contestazioni accese, con tanto di richiesta di rimozione dall’incarico della responsabile dei servizi di via Solferino. Tensione alle stelle giovedì sera in consiglio comunale. La miccia è scoppiata qualche giorno fa, quando una donna, madre di un figlio disabile e utente dei servizi sociali ha raccontato di essere stata «offesa e derisa» dalla dirigente Daniela Tommasini. Il fatto risale a martedì nel corso di un incontro casuale avvenuto nei corridoi del municipio. La donna ha raccontato di essersi lamentata con la dirigente per la mancata erogazione nel primo trimestre di quest’anno di un contributo, confermandole quanto già dichiarato al nostro giornale ovvero che a causa della troppa burocrazia per le pratiche dell’Isee era riuscita a presentare istanza solo a marzo, perdendo così tre assegni. La signora ha riferito di essere stata trattata con disprezzo dalla dottoressa Tommasini che, dal canto suo ha smentito, ribattendo di essersi limitata a replicare nel merito della questione. La vicenda però è rimbalzata sui social network e su una resoconto online, con tanto di querela della dottoressa Tommasini per diffamazione. E così un gruppo di cittadini, tra cui molti militanti dell’Assemblea Permanente, si sono ritrovati sotto il municipio alla vigilia dell’assise, per chiedere la rimozione della dirigente, con raccolta firme. Non solo. Il consiglio comunale si è aperto con gli interventi di altre due donne. Emilia ha lamentato – pure lei – la mancata erogazione del contributo sulla disabilità nei primi tre mesi del 2016, in una vicenda del tutto analoga a quella della donna protagonista della querelle con la dirigente. «C’è troppa burocrazia e così quest’anno ho perso tre mesi di contributi ma mia figlia, per chi non l’avesse capito, resta disabile 12 mesi all’anno» ha polemizzato la donna. Dopo di lei è stata la volta di Marzia Paita che a nome di Assemblea Permanente, ha accusato la dottoressa Tommasini di «aver superato ogni limite calpestando il regolamento di disciplina dei dirigenti» e di «non avere il tatto e la sensibilità adatti al ruolo che ricopre». Dalla “platea” si è levato dunque un coro di voci che chiedevano la rimozione della dottoressa Tommasini dall’incarico, con una prima sospensione della seduta. Ieri, a freddo, è arrivato il commento della dirigente che si è rifiutata di rispondere alle accuse, affermando di volersi limitare alle sole questioni tecniche: «I contributi sono erogati dall'amministrazione toscana, sulla base di una norma regionale che è cambiata nel 2015. Il comune non ha responsabilità» ha dichiarato la dottoressa Tommasini, segnalando che comunque al di là delle modifiche di legge e della burocrazia, «ci sono persone che hanno fatto istanza a gennaio, consegnando l’Isee nei tempi previsti». Quanto poi alle lamentele sulla sua condotta, la dottoressa Tomasini ha precisato che «il dirigente al Sociale risponde della gestione del settore e non dei rapporti con l’utenza. Se un cittadino vuol fare un reclamo può protocollarlo formalmente e noi siamo tenuti a rispondere entro 30 giorni».
Sempre ieri la signora protagonista della querelle con la dirigente ha incontrato il sindaco Angelo Zubbani, lamentando il comportamento della dottoressa Tommasini e ricostruendo la vicenda dei contributi. Il primo cittadino ha dato incarico al segretario generale Pietro Leoncini di effettuare una verifica e si è riservato di commentare l’accaduto al termine di questi accertamenti.
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