Sicurezza
«In questa provincia mancano i sacerdoti»
L’allarme di Don Giulio Rossi: la nostra Diocesi ha 244 parrocchie, i preti attivi sono soltanto novanta
CARRARA. Nella provincia di Massa Carrara c'è carenza di preti e, soprattutto mancano i giovani che per vocazione, decidono di intraprendere la strada sacerdotale. A sollevare il problema è il parroco della Cattedrale di Massa, don Giulio Rossi, che afferma di essere molto preoccupato per le comunità più piccole, che contano solo una ventina di fedeli, ma che ugualmente hanno bisogno di aiuto. «La Diocesi di Massa-Carrara e Pontremoli a ben 244 parrocchie - afferma don Giulio Rossi - più tre nella provincia di Parma: Albareto, Gotra e Buzzo'. I preti attivi, perché molti ora sono anziani e non riescono più ad esercitare, sono solo novanta. Tante frazioni sono abitate da poche anime, ma che hanno lo stesso bisogno di essere ascoltati e considerati. Abbiamo un prete che ha 83 anni e copre ben quattordici chiese a Pontremoli». La crisi di valori, la mancanza di punti di riferimento veramente importanti e la poca apertura del cuore alla parola del Signore, secondo Don Giulio, «sono le cause principali della mancanza delle vocazioni, perché in pochi ormai si fermano ad ascoltare ciò che Dio li vuole dire. Il seminario in provincia, che inizia dopo le scuole superiori, ha solo otto seminaristi compresi quelli di Filetto». Per riuscire quindi a rispondere a tutte le richieste dei fedeli, negli anni è diventata sempre più fondamentale, la figura di sostegno al sacerdote: il Diacono. I Diaconi, che solo a Massa sono più di 28 (tra celibi e sposati), sono i ministri che hanno ricevuto il primo grado dell'Ordine sacro delle Chiese cristiane. Sono abilitati a servire il popolo di Dio nel ministero dell'altare, della parola e della carità e hanno la facoltà di presiedere la celebrazione di alcuni sacramenti (amministrare il battesimo, e - solo per il rito latino - celebrare il matrimonio) su delega del parroco. Sono inoltre i ministri ordinari della santa Comunione ed esercitano il ministero della parola, possono impartire benedizioni di persone, luoghi e oggetti; benedizioni eucaristiche e presiedere il Rito delle Esequie e altre liturgie fuori della Messa. «La figura del diacono esiste dalla nascita della Chiesa - dichiara Silvio Tognarelli diacono di Massa - quando gli Apostoli si resero conto che occorreva qualcuno che conoscesse meglio il territorio e collaborasse con loro nel servizio alle persone bisognose. In questo modo, gli Apostoli, avrebbero avuto più tempo da dedicare alla predicazione. Il Concilio Vaticano II ripropone la dottrina sul diaconato come ordine sacro nella costituzione dogmatica sulla chiesa, Lumen gentium. Per molto tempo il diaconato è stato una tappa di preparazione per coloro che poi venivano ordinati sacerdoti; da circa trent’ anni nella nostra Diocesi è anche una vocazione a se stante. Io faccio parte del Clero della Cattedrale sotto la guida di Mons Giulio Rossi - continua Tognarelli - e collaboro con Don Ernesto Zucchini per le chiese di Forno, Canevara, Resceto e Casania e con don Antonio Orlandi per le chiese di Casette, Caglieglia ed Altagnana. La domenica mattina celebro la Liturgia della Parola alle 8,30 a Casania o a Resceto per Don Ernesto ed alle 10,00 a Caglieglia per don Antonio. Alle ore 12 collaboro alla celebrazione della Messa in Cattedrale con don Carlo. Con le persone, cerco di comportarmi come se in quel momento fosse presente Gesù: "cosa direbbe ad un ammalato, ad un povero, a chi è senza casa, a chi non riesce nell’ educazione dei figli, ad un giovane che è senza speranza per il futuro?" Questa è la mia vocazione»".
Sara Lavorini
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