Sicurezza
E durante l’assise esplode la rabbia dei lavoratori di Nca
«Aspettiamo da mesi, la vertenza dovete risolverla voi» Il presidente Luca Ragoni sospende e conclude la seduta
CARRARA. La sospensione per le contestazioni alla dirigente del Settore Servizi Sociali Daniela Tommasini, è stata solo la prima decisa dalla presidenza del consiglio comunale nel corso della seduta di giovedì.
La seconda è scattata dopo le proteste dei lavoratori di Nca. Non solo il sociale, anche la vertenza Nca ha quindi scaldato gli animi in consiglio comunale. Alla seduta hanno partecipato diversi operai del cantiere preoccupati per lo stallo in cui è piombata la vertenza, a fronte degli impegni presi da amministrazione e assise e nonostante gli appelli lanciati dalle segreterie dei sindacati confederali, di categoria, e dagli stessi dipendenti. Secondo sindacati e maestranze non solo Nca sarebbe a corto di commesse ma continuerebbe a discriminare parte dei dipendenti, relegandoli a mansioni inadatte o escludendoli dalla catena produttiva.
Per non parlare poi degli esuberi annunciati ormai mesi fa dall’azienda che, lo ricordiamo, a fine anno sarà libera dai vincoli previsti dall’accordo di programma con cui, a dicembre 2012, Nca è passato dalle mani pubbliche a quelle della società del patron Giovanni Costantino.
Proprio per provare a rispondere alle preoccupazioni delle tute blu, a fine marzo il consiglio comunale aveva incaricato il sindaco di «intervenire da subito presso il Comitato Portuale per verificare la giacenza presso l’Autorità del piano operativo industriale depositato dall’Azienda e legato alla concessione rilasciata, pena la sua revoca» e di «richiedere una immediata convocazione del tavolo presso il Ministero dello Sviluppo Economico, in quanto garante degli impegni assunti».
Nel corso della seduta di giovedì Massimo Menconi di Rifondazione Comunista ha ricordato come questi impegni non siano ancora stati ottemperati, insistendo sulla necessità urgente di una convocazione del Comitato Portuale sulla vertenza, per sciogliere il nodo del rispetto del piano industriale e “tirare in ballo” le concessioni.
La vicesindaca Fiorella Fambrini e il presidente del consiglio comunale Luca Ragoni hanno confermato l’impegno dell’amministrazione, spiegando che il sindaco a fine aprile ha sollecitato il Comitato Portuale da cui si attende ancora una risposta.
«Sono mesi che aspettiamo… la vertenza è territoriale e su questo territorio deve essere risolta. Andare a Roma è inutile. Dovete risolverla voi, non il governo» hanno gridato le maestranze, riaccendendo così anche gli animi degli esponenti dell’Assemblea Permanente che, tornando sulla querelle della dirigente al sociale, hanno esposto il cartello “Adesso querelaci tutti”. Ragoni ha deciso di sospendere, per la seconda volta, la seduta che dunque come prevede il regolamento si è automaticamente conclusa.
(c.ch.)
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