La manifestazione
Assindustria: Tazzini ingrato e inadeguato
La replica all’architetto dimissionario: ha dato sfogo alle sue frustrazioni professionali e personali
CARRARA. Lui, l’architetto Cesare Tazzini, della Tc&t, si era sfogato sui social, e sul nostro giornale. E, aveva annunciato le sue dimissioni dall’Associazioni industriali, con toni piuttosto netti: «Dopo la morte del mio amico Carlo Morelli (il marmista di 61 anni travolto dalle lastre lunedì scorso in un laboratorio) mi vergogno di fare parte dell’associazione».
Loro, gli industriali, replicano con una nota altrettanto “forte” a quelle che definiscono «le esternazioni dell’architetto Cesare Tazzini».
«Visibilmente turbato per il tragico incidente in cui ha perso la vita l'amico Carlo, l'architetto Cesare Tazzini ha dato sfogo alle proprie frustrazioni personali e professionali - si legge nella nota della Confindustria apuana - Tazzini se la prende con l'Associazione Industriali ma in realtà la sua giaculatoria ruota tutta attorno alla sua biografia, ai suoi rapporti ondivaghi con il mondo politico e alle sue oscure ambizioni».
Insomma i toni, anche da parte degli industriali sono tutt’altro che pacati.
«Nelle sue goffe elucubrazioni - prosegue la nota di Assindustria - Tazzini agita lo spauracchio dei soliti non meglio definiti "poteri forti". La nostra è una associazione aperta, dove le imprese sono libere di iscriversi e dalla quale, con altrettanta libertà, si può uscire senza sbattere violentemente le porte: nessuno lo ha mai tenuto in ostaggio».
Insomma Assindustria, non le manda davvero a dire e mette tutto nero su bianco replicando all’architetto dimissionario. Tacciandolo di inadeguatezza
«Di questa Associazione Tazzini è stato consigliere e qui ha sempre avuto la possibilità di esprimere liberamente le proprie visioni e il proprio dissenso, tutto in base alle stesse regole statutarie con le quali è stato eletto nel Consiglio - si chiude la nota - L'unica cosa di cui Tazzini dovrebbe vergognarsi è di aver fatto parte di una associazione che lo ha ritenuto (evidentemente commettendo un grossolano errore) adeguato per ricoprire un incarico pubblico: Tazzini, oltre a disconoscere le elementari regole della vita associativa, sembra ignori anche il senso della gratitudine, della fiducia e del rispetto reciproco che sono alla base della convivenza civile».
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