Gioco
Le lacrime della nipotina lo salvano dalle slot machines
Aulla: storia choc all’incontro sulla ludopatia
AULLA. «In una giornata del settembre 2013 mi chiusi in una sala di videolottery alle 5 del pomeriggio e ci rimasi fino alle 2 di notte. Tanto ero preso dal gioco che spensi il cellulare e alle 2 di notte si presentarono i Carabinieri assieme a mio fratello. Mi rintracciarono grazie all’impianto satellitare della mia auto. Mi cercavano, volevano sapere che fine avessi fatto. Soprattutto, mi cercava la mia nipotina, che era in lacrime perché non si sapeva che fine aveva fatto lo zio. Da quel giorno non sono più entrato in una sala giochi, l’amore di mia nipote mi ha salvato». È l’apice di una storia straziante e terribile, una storia comune a tanti altri che sacrificano stipendi e affetti sull’altare delle sale giochi, le sale slot tanto diffuse ai giorni nostri.
Una storia fortunatamente a lieto fine per un lunigianese che, ovviamente, vuole rimanere anonimo, dibattutosi per una quindicina d’anni con la dipendenza dal gioco, poi sfociata in problemi economici sempre più pesanti, con le banche che chiedevano conto di finanziamenti erogati, e in continue ricadute nella dipendenza, finché gli occhi di una bambina hanno riportato la speranza. Ora questa persona ha intrapreso un percorso con i gruppi di lavoro attivati dall’Asl per affrontare la dipendenza dal gioco lecito. Ma ci sono anche coppie che vanno a giocare alle slot coi propri bambini, matrimoni che vanno in pezzi e gesti di autolesionismo. Il tutto a causa di una passione che può diventare patologica, quella per il gioco lecito. È evidente che quelli citati sono i casi più estremi, ma una percentuale che oscilla fra l’1,5% e il 3% di chi trascorre il proprio tempo libero nelle sale slot ricade nella casistica della propensione patologica al gioco lecito. Ed è per cercare di responsabilizzare gli esercenti del gioco lecito, fornendo loro gli strumenti per arginare questo fenomeno, che, nei giorni scorsi, presso la sala giunta del palazzo comunale di Aulla, ha avuto luogo un corso di formazione a loro dedicato, organizzato dall’Asl Toscana Nord Ovest e dalla Società della Salute della Lunigiana in ossequio alle linee guida tracciate dalla Regione Toscana sulla prevenzione della ludopatia.
Hanno risposto all'appello ben 37 esercenti del gioco lecito in Lunigiana, ai quali hanno portato i loro saluti il sindaco di Aulla, Silvia Magnani, il presidente e il direttore della SdS Lunigiana, Riccardo Varese e Rosanna Vallelonga, e il prefetto Giovanna Menghini. Il corso di formazione è soltanto un primo momento di confronto con gli esercenti, ai quali sono state consegnate 5 domande da elaborare affinché possano aiutare le istituzioni coinvolte ad arginare il fenomeno della propensione patologica al gioco lecito.
Gianluca Uberti
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