Il Tirreno

LA SINDACA CHE RIFIUTA LA LEGGE

Non è un Paese normale quello in cui una sindaca può dichiarare pubblicamente, senza provare imbarazzo, che lei no, la legge non la vuole applicare. Il sindaco, che rappresenta tutti i cittadini, può...

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Non è un Paese normale quello in cui una sindaca può dichiarare pubblicamente, senza provare imbarazzo, che lei no, la legge non la vuole applicare. Il sindaco, che rappresenta tutti i cittadini, può naturalmente avere un orientamento politico differente rispetto a quello della compagine che la legge l’ha voluta e l’ha fatta votare. Poi, però, deve ricordarsi che ha delle responsabilità e che se non vuole applicare la legge può decidere di cambiare mestiere, mollare la carica di sindaco e ridiventare un normale cittadino e dedicarsi alla politica pura. Invece no. La nostra classe dirigente ha talmente poco senso dello Stato e dei propri doveri superiori rispetto alle logiche di partito che accampa sovente battaglie di principio per nascondere invece la tentazione antica di condurre una campagna elettorale permanente. Abbiamo assistito alle dichiarazioni in favore della famiglia tradizionale da parte di senatori e deputati che di famiglie ne avevano avute due o tre e che nella loro carriera hanno subito processi con l’accusa di essersi rivolti a prostitute. A molti piace dirci come dobbiamo comportarci noi mentre loro continuano a fare quello che vogliono.

Ecco, non si può liquidare le dichiarazioni della sindaca come una cosa normale per tutte queste ragioni e molte altre ancora che forse essa stessa dovrebbe intuire.

(om)

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