Il Tirreno

IL NUOVO ROMANZO DELL’AUTORE DI MONTELUNGO

“Il tempo sbagliato” di Giacomo Pinelli

“Il tempo sbagliato” di Giacomo Pinelli

PONTREMOLI. Raccontare il nostro passato per capire meglio il nostro presente. Un impegno davvero difficile, che viene affrontato con intelligenza e misura ne "Il tempo sbagliato", settima fatica...

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PONTREMOLI. Raccontare il nostro passato per capire meglio il nostro presente. Un impegno davvero difficile, che viene affrontato con intelligenza e misura ne "Il tempo sbagliato", settima fatica letteraria di Giacomo Pinelli e secondo tassello di una trilogia, iniziata quattro anni fa con "Occhi tra le foglie", che affronta temi della storia d'Italia, ma con preciso aggancio alla contemporaneità.

Pinelli, nato a Milano ma da anni “adottivo” di Pontremoli – è residente a Montelungo, paese dei suoi avi – propone, con "Il tempo sbagliato" ( David and Matthaus Editore), un romanzo, che non si accontenta dell'ovvio, ma che cerca anche di scavare negli interstizi più scomodi della storia nazionale recente. E di entrare nell'anima di chi ha vissuto quegli anni, sia dalla parte di chi ha compiuto gesta criminose, sia dalle parte delle vittime (dirette o indirette) del terrorismo.? "Non ho certo avuto la pretesa - ci racconta Pinelli nell'illustrare il suo ultimo lavoro - di spiegare o tantomeno di giudicare che cosa siano stati gli anni di piombo. Volevo raccontare una storia, che poi è la vera funzione del romanziere, cercando però di evidenziare la profonda ferita che quell'epoca ha lasciato nella nostra società". Il romanzo si svolge a Milano, in parte durante gli anni di piombo, in parte ai giorni nostri: una gambizzazione, avvenuta nel centro della città alla fine degli anni '70, origina un intreccio che mescola i destini del figlio dell'uomo ferito e dei parenti più prossimi degli aggressori. Tutti costretti, loro malgrado, a sopportare un terribile peso esistenziale. Perché in effetti quello che Pinelli vuole fare emergere, a lato della "grande storia", sono le piccole realtà, il carico emotivo ed umano che i protagonisti si trovano a gestire per aver toccato con mano il peso di questi tragici eventi. Per vittime e carnefici manca comunque la possibilità di una vita normale: sono due facce della stessa medaglia, nonostante, evidentemente, responsabilità e dolori siano completamente diversi. ?Ma non ci sono solo romanzi nella recente attività di Pinelli, che confessa la sua passione per il teatro nata, quasi per caso, quando un amico regista teatrale lo convinse a realizzare una riduzione per il palcoscenico del racconto "Breve nevicata notturna", pubblicato anni prima. "È un mondo, pur facendo parte della scrittura, completamente diverso rispetto da quello del romanzo". Ma che lo ha coinvolto ed appassionato tanto che attualmente sta lavorando, assieme ad un gruppo di giovani attori pontremolesi, a una trasposizione liberamente ispirata a "Occhi tra le foglie".

(r.s.)

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