Il Tirreno

Le telecamere incastrano il bandito delle farmacie

Le telecamere incastrano il bandito delle farmacie

Nicholas Ciuffi ha perso la sciarpa prima di entrare in azione pistola in pugno Al momento non è ancora possibile dire che è lui il responsabile degli altri colpi

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MASSA. Si chiama Nicholas Ciuffi il trentenne accusato di essere l’autore della rapina alla farmacia di piazza De Gasperi. Soltanto di quella perché per le altre due al momento non ci sono riscontri. I carabinieri del nucleo investigativo e del Norm di Massa sono arrivati a lui grazie alle telecamere posizionate davanti al tribunale. È stato uno degli occhi elettronici a riprendere Ciuffi mentre si preparava ad entrare in azione. In testa aveva già il cappellino e si era appena sistemato la sciarpa sulla bocca per rendersi irriconoscibile, ma probabilmente ha commesso un errore mentre la legava al collo, tanto che appena si è mosso la sciarpa è caduta in terra. E il trentenne mentre si piegava a raccoglierla ha mostrato il suo volto alla telecamera. Da questo fermo immagine gli esperti dell’Arma sono riusciti a risalire all’identità di Ciuffi, dato che i suoi dati erano in archivio perché aveva dei precedenti.

Con le prove raccolte, il sostituto procuratore Alessia Iacopini ha potuto chiedere al gip la misura cautelare dell’arresto. Eseguito martedì pomeriggio. I carabinieri hanno perquisto anche l’abitazione dell’indagato, in cerca di altri elementi che potessero aiutarli a chiudere il cerchio. Hanno sequestrato diversi indumenti, soprattutto giubbini, che verranno fotografati e mostrati ai testimoni dei tre colpi che si sono susseguiti in una decina di giorni. I militari si sono portati appresso anche i cani per fiutare la presenza di eventuali armi (le rapine sono avvenute con l’utilizzo di pistole). Ma in casa di Ciuffi non c’era nulla.

Nei giorni precedenti però il ragazzo era stato pedinato e le pattuglie del radiomobile lo avevano visto aggirarsi nei pressi di uno stabile in centro. I cani sono stati mandati lì ma non hanno trovato nulla. Alla fine è stato l’avvocato del giovane a convincere il suo assistito a consegnare quello che nascondeva in un anfratto che aveva creato nel muro: un revolver giocattolo, una classica scacciacani senza il tappino rosso. Sembrava vera, proprio come aveva raccontato chi se l’è vista puntare in faccia. La prova regina è stata questa, anche se il giudice per le indagini preliminari aveva già concesso gli arresti.

Il particolare curioso di questa vicenda è l’utilizzo del dialetto campano, che secondo chi aveva sentito parlare i rapinatori era parlato da persone che arrivavano da Napoli e circondario. Si trattava invece di un escamotage dei malviventi per sviare le forze dell’ordine. Nicholas si è allenato talmente bene che il suo intercalare era perfetto.

Ma l’indagine coordinata dal pubblico ministero Iacopini non finisce qui. Perché ci sono le altre due rapine da risolvere. Le ha fatte sempre Ciuffi? E se è stato lui, chi era il suo complice in viale Roma? Il trentenne nega di essere stato lui, conferma soltanto il colpo in piazza Alcide De Gasperi. In viale Roma non c’erano telecamere che hanno ripreso la coppia e quello che hanno detto i medici e i clienti che erano dentro la farmacia non basta (almeno per ora) a inchiodarlo. Eppoi in quell’occasione sono stati due i malviventi. Quindi il modus operandi è diverso da quello della Comunale. C’è poi la rapina in via Ghirlanda: le immagini in questo caso ci sono e qualche analogia c’è. Qui è però la squadra mobile a procedere, ci sarà uno scambio di informazioni con il nucleo investigativo dell’Arma. Ma prima di poter dire che il responsabile è il giovane arrestato martedì ci vorrà del tempo. E soprattutto delle prove.

Danilo D’Anna

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di Redazione web