Il Tirreno

«Carlo era l’anima della nostra V A»

di Cinzia Chiappini
«Carlo era l’anima della nostra V A»

Il ricordo di Valter Torri: allegro e gioviale come a 18 anni Paolo Cucurnia: adorava il nipotino, per lui era tutto

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Un ragazzo solare, sorridente tutto casa e lavoro. Gli amici di una vita ricordano così Carlo Morelli l’operaio di 61 anni che ha perso la vita lunedì schiacciato dalle lastre nel piazzale di una segheria in via Martiri di Cefalonia a Massa.

«Veniva da una famiglia dai principi sani, unita: lui aveva proseguito sulla stessa strada, e seguiva sempre il suo nipotino che per lui era tutto» racconta Paolo Cucurnia, ex calciatore oggi allenatore che come Morelli è nato e cresciuto a Melara.

E questa conoscenza nata ai tempi dell’infanzia si è mantenuta nel corso degli anni anche grazie alla passione per il calcio del nipote di Morelli.

Il bambino gioca negli esordienti 2004 della Carrarese, allenata proprio da Cucurnia: «Veniva sempre accompagnato da nonno Carlo. Domenica scorsa hanno giocato, eravamo tutti insieme a festeggiare…c’era anche Carlo. E dopo otto ore è morto, è una cosa insopportabile» commenta ancora l’ex calciatore che parla di «un amico sincero, solare, sempre felice. Era un ragazzo d’oro». E così il pensiero di Cucurnia va alla moglie, alla figlia e a tutta la famiglia di Morelli ma, conclude l’allenatore, «soprattutto per il nipotino, che perde una figura importante. E’ stata una tragedia per tutti. Abbiamo perso una bella persona, valida e seria».

Un ritratto quello di Carlo Morelli, confermato da Mario Meacci, ex consigliere comunale anche lui originario di Melara: «Era un ragazzo tutto casa e lavoro, uno in gamba» ricorda Meacci raccontando che ogni anno i ragazzi della piazza della frazione, si ritrovano poco prima di Natale, per una rimpatriata. «Era una persona solare, sempre col sorriso. Siamo tutti sconvolti» conclude l’ex consigliere.

E a dare l’ultimo addio a Carlo Morelli, nel cimitero di Turigliano, gli amici di Melara c’erano tutti. E anche quelli della quinta A dei geometri dello Zaccagna, di tanti anni fa. Fra loro Valter Torri che a Carlo ha dedicato anche un bellissimo pensiero su Facebook.

«Lo chiamavamo il "Caiulo” e siamo stati compagni a Geometri e ci eravamo ritrovati da poco dopo anni - dice Torri - Ma come per incanto quegli anni lontani erano stati cancellati subito e dopo una prima cena di re-incontro ci eravamo rivisti tutti insieme, da Ometto il divertimento scorreva a fiumi anche grazie alla tua leggera allegria»

E, proprio davanti ai cancelli del cimitero dove oggi gli amici lo piangono, Valter dice che proprio domani ci sarebbe dovuta essere una nuova cena della ex classe.

«Dovevamo rivederci questo venerdì e in Piazza Farini ci si organizzava per le vivande e il bere- spiega - Faremo, se possibile, lo stesso il convivio proprio come voleva Carlo e lo ricorderemo, anzi sarà con noi: allegro e gioviale come lo è sempre stato. Era l’anima della nostra classe, e aveva lo stesso sorriso, lo stesso carattere anche adesso. Anche l’ultima volta che ci siamo visti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa