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dipendenti della fratelli omini spa

A bordo della Concordia, per smontarla

A bordo della Concordia, per smontarla

MASSA. Sono quattro e tutti residenti a Massa, Loriano Bernardini, Stefano Guadagni, Francesco Cano e Joaba Rubes, gli operai altamente specializzati nella demolizione industriale scelti dalla ditta...

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MASSA. Sono quattro e tutti residenti a Massa, Loriano Bernardini, Stefano Guadagni, Francesco Cano e Joaba Rubes, gli operai altamente specializzati nella demolizione industriale scelti dalla ditta Fratelli Omini Spa di Milano per le ultime operazione di taglio e distruzione del ferro e dell'acciaio della Costa Concordia.

Era il 13 gennaio 2012 quando la nave punta di diamante della flotta Costa Crociere, guidata da Francesco Schettino, urtò contro gli scogli “Le Scole” sulla costa dell'isola del Giglio, causando la morte di trentadue passeggeri. Lo scafo si squarciò all'istante e per la Concordia e gli oltre 4mila passeggeri iniziò una vera e propria odissea, che portò la Costa ad inabissarsi fino a posarsi sul fondale sconnesso del Tirreno a meno di 500 metri dalla costa.

«A novembre sono venuto a conoscenza che la ditta Fratelli Omini Spa specializzati in smontaggi e demolizione di impianti industriali cercava personale - afferma Loriano Bernardini tecnico dipendente del gruppo Eni-Saipem - per ultimare i lavori di smantellamento della Concordia. Dopo avere sostenuto e superato il colloquio a Genova sono stato assunto e nel giro di qualche mese ho portato altri tre colleghi a lavorare con me. Io sono arrivato quando le operazioni di distruzione erano iniziati da un mese e la nave era ancora un colosso di oltre 300 metri».

I lavori di smontaggio del ferro e dell'acciaio sul gigante del mare iniziati dopo oltre due anni dal tragico incidente, per i quattro operai apuani, sono partiti dal ponte numero 12 e in pochi mesi sono arrivati alla distruzione del ponte numero 3. Tutti gli interventi che porteranno lo scafo ad essere ridotto in pezzi di ferro fuso, destinati a due acciaierie di Brescia, termineranno entro dicembre 2016.

«E' stata un' esperienza professionale - conclude Loriano Bernardini - molto costruttiva e toccante dal punto di vista umano. Vedere la Costa Concordia ridotta come un relitto ci ha veramente provato. La tragedia che costò la vita a oltre trenta persone non sarà mai dimenticata e spero non si ripeta mai più».

Sara Lavorini

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