Il Tirreno

«Frane e discariche: anche Montemarcello è in abbandono»

«Frane e discariche: anche Montemarcello è in abbandono»

Il primo cittadino di Ameglia teme nuovi disastri causati dall’intasamento dei canali di scarico nella zona collinare

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AMEGLIA. «Siamo stati fortemente criticati dal Pd quando, due anni fa, decidemmo di sostenere l'allora candidato sindaco Raoul Giampedrone. Ma abbiamo dimostrato di non voler fare politica di parte, credo, volendo infatti cooperare per il territorio». Luca Ghirlanda lancia l'assist al sindaco Andrea De Ranieri, il quale riprende il tema argini e fiume.

I nuovi argini che, con tanto cemento, si ergono o lo stanno facendo a Fiumaretta (a Bocca di Magra i lavori sono pressocchè ultimati, presentando però brutture innegabili), proprio non piacciono a De Ranieri, come a molti residenti delle due cittadine che si confrontano sulle rive opposte del Magra. Commercianti e operatori nel settore turistico, sono concordi con coloro i quali vivono tutto l'anno nei due centri rivieraschi, aggrediti dai lavori in corso proprio alle soglie della stagione turistica.

Fiumaretta, infatti, si è trasformata in una sorta di cantiere infinito per la realizzazione di alti argini in cemento armato che tolgono la visuale su fiume e porticciolo. Tanto cemento armato che, secondo sindaco e lo stesso comitato dei Volontari, deturpa in maniera assurda il paesaggio e che non garantisce totale sicurezza contro le piene.

Difficile, al momento, sostenere giusto il sacrificio del paesaggio a beneficio della sicurezza. Qui in pensieri di gran parte della gente convergono sulla deturpazione di un ambiete unico, come era il lungofiume, specialmente quello di Bocca di Magra.

Il comitato dei Volontari, per voce del presidente Luca Ghirlanda, punta il dito su quelle che apertamente battezza «brutture costose e invasive». Come il sindaco De Ranieri, il quale però allarga il raggio di azione, tornando sul degrado del territorio collinare, chiamando così in causa il Parco Montermarcello Magra: «Speriamo che il nuovo presidente - dice - attui una politica che salvaguardi boschi, crinali e strade. Ne abbiamo bisogno estremo dato che la collina sopra Bocca di Magra, salendo verso Montemarcello, è in preda a incuria e pericoloso abbandono: deforestazione, smottamenti, strade franate, che si assommano a situazioni della piana, come le discariche abusive che causano intasamento dei canali e, conseguentemente, il blocco delle portelle di regolamentazione delle acque che confluiscono nel Magra. Chiederemo anche l'apporto del Consorzio di Bonifica, specialmente per gli interventi sulle portelle».

Infine un accenno di De Ranieri alla pericolosità acquisita dal corso del Magra a seguito degli interventi fatti dopo l’alluvione dell'ottobre 2011: «Con le nuove e grandi arginature realizzate un po' ovunque nel medio-alto corso del fiume, c'è da considerare che, e purtroppo prima o poi accadrà, la prossima piena del Magra sarà più potente a causa della forza impressa all'acqua da tutte queste arginature».

De Ranieri non lo dice, ma il riferimento è chiaro: all'estuario del Magra ci sono le due cittadine in questione che fanno parte del Comune da lui amministrato.

Fabrizio Palagi

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