Sicurezza
Casa della salute, «pazienti curati in cortile»
La denuncia della Uil su inadeguatezze del centro di soccorso. Porta troppo piccola, la barella non passa
AULLA. Il punto di emergenza territoriale, a un anno dall'apertura, è al caos più totale: pazienti curati nel piazzale perché la barella è troppo piccola per passare dalla porta, ambulatorio minuscolo che rende impossibile effettuare defibrillazioni in persone colpite da infarto». A denunciarlo è il segretario provinciale della Uil Fpl, Claudio Salvadori, su segnalazioni degli iscritti al sindacato: «L'utenza di cinque comuni che ruota attorno al Punto di primo soccorso-emergenza ancora non è stata messa in grado di capire quali siano le prestazioni che il punto può offrire. Ma c'è di più: non si riesce neppure a sapere da che parte si deve entrare».
Il caso è paradossale: «Nei giorni festivi o o pre-festivi, quando il cancello da cui accede l'utenza è chiuso, i pazienti sono costretti a vagare intorno alla struttura senza capire da che parte entrare per poter essere visitati dal medico del 118 e dall'infermiere. Questo perché a oggi i responsabili della Casa della Salute (nel cui edificio è ospitato il Punto di emergenza territoriale e primo soccorso Pet-Pps e quelli dell'Asl di Massa Carrara non hanno ritenuto necessario utilizzare una cartellonistica adeguata, visibile e comprensibile. L'unica soluzione sono stati foglietti volanti che si staccano ogni due secondi».
Una situazione di disagio che, secondo la Uil, crea incomprensioni e mette in pericolo gli operatori del Pet: «L'utenza si sfoga con infermieri e medici e più di una volta ci sono stati episodi deprecabili con aggressioni verbali al personale». L'inadeguatezza delle dimensioni dell'ambulatorio del Punto di primo soccorso provocherebbe poi problemi su problemi: «Medico e infermiere si trovano a lavorare in una stanza di 3 metri per 4 dove, nel caso in cui si presentino situazioni di emergenza, non è possibile operare. I responsabili continuano a difendersi dicendo che essendo un semplice Pps non si effettua una vera e propria attività ambulatoriale - evidenzia ancora Salvadori -, dimenticando che essendo l'unico punto di riferimento per l'utenza di Aulla, quando c'è un'emergenza il paziente viene portato in ambulatorio e non può essere deontologicamente rifiutato. Anche una semplice medicazione diventa un'avventura. Figuriamoci defibrillare un paziente in arresto cardiaco».
E non è finita, dice Salvadori: «Spesso, proprio a causa delle esigue dimensioni dell'ambulatorio, i pazienti vengono trattati nel cortile, sull’auto con cui arrivano, su mezzi di fortuna, o sull'ambulanza che li trasporta visto che la barella non passa dalla porta dell'ambulatorio».
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