Finanza
Operaio del marmo morto, acquisiti altri documenti da Asl e polizia
L’indagine sull’incidente prosegue a ritmo serrato. Intanto Giubilaro in audizione parlamentare
MASSA. Il pubblico ministero Alberto Dello Iacono, titolare dell’inchiesta sulla morte di Carlo Morelli, 61 anni, schiacciato da una lastra di marmo in un laboratorio di via Martiri di Cefalonia, ieri mattina ha firmato il nulla osta per la sepoltura della vittima, dopo che il medico legale Maurizio Ratti ha effettuato l’esame esterno della salma. L’operaio è morto per lo schiacciamento di fegato, milza e parte dell’intestino. Choc da trauma.
I tecnici dell’Asl e la polizia sono al lavoro per stabilire le cause della caduta della lastra che ha schiacciato Morelli. È tutta la procedura a essere sotto la lente d’ingrandimento degli ispettori. Soprattutto perché bisogna capire come mai l’operaio era da solo a svolgere quella mansione. Sono stati acquisiti alcuni documenti che si trovavano nella sede della società da parte dei tecnici dell’azienda sanitaria. E altri sono stati acquisiti ieri mattina. Si procede a passo spedito, come chiesto dal procuratore capo Aldo Giubilaro. Che ha chiesto di fare in fretta anche per dare vita a una task force di controllori. «Io ho proposto una soluzione, è chiaro che unendo le forze abbiamo più possibilità di fronteggiare le morti sul lavoro. Ma al momento c’è la mia proposta e basta, che è stata plaudita ma che non ha fatto passi avanti. Siamo a una fase nemmeno embrionale, quindi».
[[atex:gelocal:il-tirreno:massa:cronaca:1.13453649:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/massa/cronaca/2016/05/11/news/due-citta-si-fermano-per-l-addio-a-carlo-1.13453649]]
E a proposito di Giubilaro va detto che ieri è stato sentito a Roma in audizione parlamentare. Gli atti sono stati secretati, anche perché il procuratore capo oltre a tracciare un bilancio delle morti sul lavoro in cava ha pure rivelato alcune cose emerse durante l’inchiesta sull’incidente costato la vita ai due cavatori a Colonnata. «Non è più tollerabile dover contare le vittime, non è più tollerabile dover avvertire le famiglie che chi è uscito di casa la mattina per andare a guadagnare lo stipendio non tornerà perché è morto sotto una lastra di marmo. Mi pare evidente che la situazione così com’è non va bene, quindi rimbocchiamoci le maniche e vediamo di andare oltre».
Al momento nessuno è stato iscritto nel registro degli indagati, ma è questione di ore. E sono due i nominativi individuati dagli inquirenti proprio grazie all’acquisizione dei documenti richiesti dal pubblico ministero. Sono i responsabili della sicurezza.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
