Il Tirreno

Volpi e Zubbani sconvolti «Sequenza intollerabile»

Volpi e Zubbani sconvolti «Sequenza intollerabile»

I sindaci proclameranno il lutto cittadino in contemporanea per i funerali «È intollerabile, serve una stretta sulla sicurezza delle cave e dei laboratori»

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MASSA CARRARA. Tre morti bianche in quindici giorni. Due massesi sepolti sotto la montagna franata a Colonnata, un carrarese schiacciato da una lastra di marmo in una segheria di Massa. Un “uno-due” da ko per i sindaci delle città del marmo, che sentono “sulla pelle” che le loro comunità non possono sopportare ancora. Per il giorno dei funerali di Morelli, ancora da stabilire, i due primi cittadini proclameranno il lutto cittadino nelle “loro” due città.

«Sì, siamo in una situazione non più tollerabile – dice Alessandro Volpi, sindaco di Massa – Abbiamo contato sei morti nel giro di un anno e mezzo. Tutti nel comparto del marmo. Occorre una riflessione specifica, ancora più profonda di quella condotta finora; bisogna dare una stretta sulla sicurezza nelle cave e anche nei laboratori di lavorazione».

Volpi ricorda che, all’indomani della tragedia di Colonnata, c’è stata una riunione in prefettura, si è aperto un tavolo in Regione. Ma la strage continua. «È una sequenza terribile – prosegue il sindaco – La sicurezza nel mondo del marmo sembrava migliorata, le statistiche hanno registrato una netta diminuzione degli incidenti nell’ultimo decennio. Poi, ecco questa recrudescenza. Che è coincisa, stando all’analisi dei tecnici della Asl a un cambiamento nello sfruttamento delle cave, che ha assunto una più spiccata dimensione industriale, portando a una riduzione dei margini di sicurezza, all’emergere di nuove criticità. Certo è che qualcosa è successo: si è tornati a morire con una frequenza impressionante, non più tollerabile. Bisogna intervenire».

E la strada giusta, prosegue il primo cittadino è la strategia messa in campo dalla Regione «che pensa a una task force per individuare e perseguire l’illegalità nel mondo del lavoro con attenzione alla sicurezza, con possibilità di sospendere l’attività dell’impresa in caso di inosservanza». È il modello che il governatore Rossi ha adottato per il distretto del tessile di Prato e che punta ad applicare – con tutti gli adeguamenti del caso – anche per il distretto apuano.

Ogni volta dopo un fatto così terribile ci si ritrova, si prova a stringere le maglie sulla sicurezza, sui controlli, si cerca di arginare questa scia di morte. Ma ora siamo qui, di fronte a una nuova tragedia ed è sempre più difficile trovare le parole». Lo dice con amarezza il sindaco Angelo Zubbani, appena arriva in via Martiri di Cefalonia. Nemmeno un attimo di esitazione e insieme al vicesindaco di Massa Uilian Berti e all’assessore Gabriele Carioli, varca i cancelli della cooperativa Coseluc. Dentro all’azienda Zubbani ci resterà a lungo. «Ho parlato con i colleghi di lavoro, sono distrutti - ha dichiarato subito dopo - Non voglio entrare nel merito della dinamica, su quello c’è una indagine in corso. Quello che io ho visto è un laboratorio in ordine, e degli amici in lacrime».

E il sindaco Zubbani aggiunge: «Mi ha colpito il fatto che a terra, poco lontano da dove è avvenuto l’incidente mortale, c’è un nuovo telaio che avrebbero dovuto montare di qui a poco. La cooperativa doveva ingrandirsi, con l’obiettivo di dare anche nuove risposte occupazionali in un territorio perennemente in sofferenza».

Da una parte il telaio nuovo, la speranza di una nuova occupazione. Dall’altra i rilievi dopo l’incidente mortale. E su tutto l’amarezza, che non è solo quella del sindaco, o meglio dei due sindaci di Massa e di Carrara, ma quella, più grande, di un territorio intero.

«Con la tragedia che oggi è costata la vita a Carlo Morelli la città è stata colpita da un nuovo lutto, da un'altra morte sul lavoro che ci accomuna ad una famiglia straziata dal dolore che aveva in lui un riferimento forte e affettuoso- dice il sindaco Zubbani - la morte di Carlo Morelli impone a tutti, Istituzioni, Enti di controllo, Sindacati e Imprese di lavorare con la tempestività e l'energia necessarie rivedendo le regole del sistema di lavorazione al monte come al piano, secondo quanto concertato con il presidente Enrico Rossi il 28 aprile scorso dopo le recenti tragedie in cava e con la Commissione d'inchiesta del Senato sugli infortuni sul lavoro. Non si può più permettere che il lavoro, che dovrebbe essere un diritto garantito, da esercitare tutelando l'incolumità dei lavoratori, continui a rappresentare un rischio così forte».

«In presenza di fatti così drammatici, garantire condizioni di sicurezza più avanzate- ha affermato il sindaco Zubbani - deve essere una responsabilità collettiva che porti a rendere più sicuri i luoghi di lavoro secondo modalità certe che possano scongiurare ulteriori lutti a famiglie e comunità già fortemente provate da questa lunga serie di incidenti mortali».

Il sindaco Zubbani rivolge infine un pensiero al lavoratore morto, alla sua famiglia: «Il cordoglio mio è quello di tutta una città».

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