Il Tirreno

«Serve subito la task force»

Giubilaro oggi sarà in audizione parlamentare: per ora soltanto parole

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MASSA. Un nuovo incidente che non avrebbe voluto aggiungere al suo discorso, ma la morte di Carlo Morelli, 61 anni, appesantisce un bilancio davvero drammatico. Un bilancio che il procuratore Aldo Giubilaro illustrerà ai deputati nell’audizione parlamentare che lo vedrà protagonista oggi a Roma. Il magistrato chiederà di fare presto ai legislatori, come ha già fatto con la commissione che è venuta alle cave per toccare con mano la situazione. «Io ho proposto una soluzione, è chiaro che unendo le forze abbiamo più possibilità di fronteggiare le morti sul lavoro. Ma al momento c’è la mia proposta e basta, che è stata plaudita ma che non ha fatto passi avanti. Siamo a una fase nemmeno embrionale, quindi». L’audizione sarà secretata. Ma la commissione parlamentare si è già mossa: «È stato aperto un fascicolo sulle ultime morti in cava a Carrara, abbiamo raccolto molta documentazione e come prima cosa convocheremo a Roma in audizione, appena sarà in grado, l'operaio superstite». Lo aveva annunciato dopo il sopralluogo il presidente della commissione di inchiesta sugli infortuni sul lavoro del Senato Camilla Fabbri. «Ascolteremo anche - ha proseguito Fabbri - il procuratore di Massa Carrara durante alcune audizioni secretate, che saranno molto utili per il nostro lavoro». Poi il senatore Sara Paglini aveva aggiunto: «Porteremo avanti la battaglia sul riconoscimento del lavoro dei cavatori come lavoro usurante, al pari di quello dei minatori».

Giubilaro però chiede di fare in fretta: «Non è più tollerabile dover contare le vittime, non è più tollerabile dover avvertire le famiglie che chi è uscito di casa la mattina per andare a guadagnare lo stipendio non tornerà perché è morto sotto una lastra di marmo. Mi pare evidente che la situazione così com’è non va bene, quindi rimbocchiamoci le maniche e vediamo di andare oltre». Il procuratore capo dopo l’incidente a Colonnata era stato perentorio: voleva istituire una task-force di polizia giudiziaria capace di avviare un’indagine al tappeto su tutte le 120 cave. Perché se su 25 cave controllate, tutte e 25 hanno violato la legge, c’è da pensare che il fenomeno possa essere più ampio se non addirittura imponente. Da qui l’idea di unire le forze, con l’Asl, la polizia, i carabinieri.

«Ma anche quanto detto dal governatore Enrico Rossi - continua il procuratore capo - è degno di essere preso in considerazione». Il presidente della Regione vuole applicare il modello Prato anche a Massa Carrara. Il progetto si chiama "Lavoro sicuro" che ha permesso di controllare quasi la totalità delle 7.700 aziende cinesi attive a Prato, Empoli, Firenze e Pistoia, con un ritmo di ispezioni cinque volte superiore a quanto previsto dalla legge nazionale. Merito della task force di tecnici della prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro che ha aumentato il numero dei controllori impegnati nell'area vasta centro. «In Toscana non si deve dormire accanto ai telai: entreremo in tutte le fabbriche, le rigireremo come un calzino e le denunceremo», aveva detto Rossi dopo la morte degli operai cinesi nell’incendio di un capannone. «La situazione era drammatica là ed è drammatica anche da noi - continua Giubilaro -. Però come detto dobbiamo andare oltre le parole e le proposte, bisogna fare di più. Bisogna istituire la task force dei controllori».

Il modello proposto da Rossi, se verrà applicato così com’è anche ai piedi delle Apuane, prevede due tipi di controllori: ci sarà soltanto una parte di personale specializzato, l’altra sarà composta da giovani del servizio civile. Un mix che quando è stato messo in condizione di lavorare ha dato risultati soddisfacenti. Soprattutto a Prato sono state controllate migliaia di attività produttive, scoprendo le lacune che c’erano e quali erano i punti critici. E adesso quello che una volta era un bollettino di guerra si è ampiamente ridimensionato. Certo, per le cave non sarà così semplice. C’è da prendere le misure con una realtà lavorativa davvero complicata. Ma come dice Giubilaro dopo le proposte bisogna fare qualcosa di concreto. Altrimenti si resta alle parole.

Danilo D’Anna

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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