Attenzione
Il super nonno di 61 anni che è morto da precario
La gioventù passata a Melara, dove ogni anno si ritrovava con i vecchi amici Argo Botti: viveva per la famiglia; Pietro Giorgieri: non perdeva mai il sorriso
CARRARA. Precario a 61 anni, dedito alla famiglia che per lui era tutto; un grande lavoratore, onesto, generoso, di quelli che non sentono la fatica, ma con il sogno di una vacanza lontana; amante del suo lavoro. Marmista eccellente.
Carlo Morelli solo pochi giorni fa sorrideva, con il pugno alzato, da una foto in bianco e nero pubblicata su Facebook dagli amici di scuola e ieri (9 maggio) è morto, schiacciato da una lastra di marmo nel piazzale della cooperativa per cui lavorava da qualche mese.
Sposato con Grazia Scattu, l'amore della sua vita, conosciuta durante una vacanza in Sardegna e portata per la prima volta in villeggiatura, da fidanzata, a Marina di Carrara, città che poi lei ha adorato e dove ha deciso di trasferirsi. Si sono sposati sotto le Apuane e hanno avuto una figlia, Martina, di 35 anni, che a sua volta li ha resi nonni.
La foto del profilo Facebook di Carlo Morelli è proprio quella di una abbraccio caloroso con il nipotino, che era la sua gioia di vivere. Carlo, Carletto Morelli, a Marina di Carrara lo ricordano come un nonno esemplare. «Ormai, alla nostra età - dice provando a sorridere, fra le lacrime, l'amico Argo Botti, 55 anni, amico da sempre di Morelli con cui ha vissuto la gioventù a Melara - si parla dei nipoti. Carlo il suo lo adorava, non smetteva mai di parlare del suo bimbo che, a 12 anni, dopo gli esordi con il San Marco, giocava a calcio nella Carrarese».
Un nonno "super", una persona splendida, dicono gli amici di Melara: «Dieci anni fa ho avuto l'idea di organizzare una cena, ogni anno, per rivederci - spiega Argo Botti - Carletto e il fratello Sergio (che gestisce un'officina meccanica a Carrara in via Aronte) non sono mai mancati. E Carlo parlava sempre della sua famiglia» «Era una persona semplice, con tanta voglia di vivere - continua a ricordare Argo Botti - quando mi hanno detto quello che gli era successo sono rimasto impietrito, mi sembra di vederlo con il suo sorriso, con la sua battuta pronta e la sua gentilezza» .
Di lui ha un ricordo nitido il titolare del bagno Lunezia a Marina di Carrara, Pietro Giorgieri: «È sempre stato un cliente del bagno, fin da ragazzo; mi portò a conoscere la sua fidanzata, che poi diventò sua moglie; era sempre sorridente anche se la vita non sempre gli aveva sorriso. Ricordo questa sua devozione totale per la famiglia. Lavorava per loro, ha sempre dimostrato grande dignità e integrazione».
Studente dell'Istituto tecnico commerciale e per geometri Zaccagna di Carrara, prese la maturità nel 1976 e diventò geometra, con la passione per le cave: fu "costretto" a qualsiasi tipo di lavoro prima di riuscire ad impiegarsi nel marmo, con grandi ditte del settore e sempre come marmista addetto ai piazzali nelle segherie. L'ultimo impiego, prima della grande crisi, è stato alla Ronco Marmi srl, società che chiuse nel 2012 lasciandolo a casa, disperato.
Non rimase mai con le mani in mano e, affidatosi ad una agenzia interinale, Morelli cominciò a lavorare per la cooperativa Co.Se.Luc, nella zona industriale di Massa.
Sul posto di lavoro si era distinto per la professionalità e l'instancabilità, tanto che il suo datore di lavoro lo aveva molto a cuore e gli promise una assunzione a tempo indeterminato; Morelli doveva essere regolarizzato a breve, ma è morto prima, da precario, appena il tempo di comprare un biglietto per una vacanza, pochi giorni fa in agenzia, e dire ai compagni che "sognava le ferie" come fanno i lavoratori "normali".
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