Sicurezza
Il no di Legambiente alla resina in Villa Ceci
Carrara, la copertura della strada provvisoria sarebbe il cavallo di Troia per rendere “definitivo” il tracciato. «E poi la paghiamo noi ma è usata solo dalle imprese»
CARRARA. Siccome in Italia “non c’è nulla di più definitivo del provvisorio”, Legambiente torna a sollevare la questione della strada di Villa Ceci, costruita all’indomani dell’alluvione del novembre 2014: un tracciato provvosorio che da viale XX Settembre, attraversando Villa Ceci, porta alle aziende del marmo di via argine destro, raggiungibili con difficoltà (solo da Marina) dopo il crollo dell'argine del Carrione e la chiusura della strada attigua. Ora, per venire incontro alle proteste dei cittadini assediati dalle polveri generate dal transito dei camion, il Comune intende procedere al rivestimento di quella strada con un manto di resina per abbattere le polveri. Una scelta a cui Legambiente dice no. «Forse l’amministrazione? Chi può chrederci? Per anni palazzo civico ha minimizzato il problema delle polveri sottili generate dalle centinaia di camion del marmo che attraversavano la città, alla Lugnola e la premura che adesso mostra per un problema che riguarda poche decine di abitanti, solleva forti dubbi. Così come la provvisorietà della strada stessa. Infatti, più la strada sarà strutturalmente consolidata e resa comoda e facilmente transitabile, meno appare probabile che essa sarà smantellata, come il comune si è impegnato a fare, quando l'argine sarà ricostruito».
Anche la scelta di consolidarla con resine suscita perplessità, in Legambiente: «Siamo sicuri che le resine non inquineranno il suolo? Siamo sicuri che non aumenterà il sollevamento di polveri, grazie alla maggior velocità dei camion e all'incremento del traffico dei mezzi di cantiere per la realizzazione del nuovo argine? Siamo sicuri che i residenti, oltre alle polveri, non si troveranno anche a sopportare i miasmi prodotti dalle resine, come è successo agli abitanti di via Verdi?»
Infine l'aspetto economico. La strada, osserva Legambiente, è stata costruita dalla Provincia con i denari di noi cittadini e «sempre noi pagheremmo i 38.000 euro per il nuovo manto stradale. Ci risulta inoltre che il costo della vigilanza all'ingresso della strada, su viale XX Settembre, sia sempre a carico della collettività. Insomma, quanto ci costa una strada che nessuno di noi può usare (l'accesso è vietato, perfino ai pedoni), che serve solo ad alcune aziende del marmo ed insiste su una proprietà privata? Questi costi, non dovrebbero coprirli gli utilizzatori?»
Per l’associazione la soluzione è un’altra: nebulizzare acqua lungo tutta la strada, prescrivere il lavaggio dei camion in uscita dalle aziende del marmo e limitare drasticamente la velocità. «Semplice ed economico: perché non farlo?»
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