Il Tirreno

“Buon raccolto” Brucia alto il falò di Pariana

“Buon raccolto” Brucia alto il falò di Pariana

Rivive nei boschi del paese l’antico rito pagano Decine di volontari al lavoro e un fuoco “eco”

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MASSA. La soddisfazione è visibile negli occhi di Loris Zavaglia (responsabile del "Calendo" ) e di tutti i volontari: l'enorme piramide di legna si è accesa nel modo migliore e illumina la notte di Pariana. Una cascata di scintille fa da sfondo a questa antichissima tradizione, centinaia le persone presenti, tantissime famiglie e diversi turisti. Tutti con il naso all'insù, per ammirare lo spettacolo ipnotico delle fiamme che squarciano la notte. Il vento della sera è ancora fresco ed i volti sono riscaldati dal colore del fuoco, le luci spente contribuiscono a rendere ancora più magica la serata. I bagliori del fuoco arrivano fino all’abitato di Pariana, ombre gigantesche si muovono nell’oscurità rischiarata dal falò.

Così, sabato sera a Pariana, nell’area dietro al cimitero del paese, è stato rievocato il rito del Calendo. Un rito che si rifà a un'antica tradizione contadina risalente al Medioevo, intrisa di reminescenze pagane, e che l’associazione ''Maggian Cantando'' ha recuperato e ogni primo sabato del mese di maggio, torna a fare rivivere sulle colline massesi. La tradizione vuole che dopo la semina i contadini del Medioevo accendessero un grande falò per e pregassero e cantassero chiedendo un buon raccolto, anche se il rito era pagano. Un rito beneaugurante, per invocare una stagione propizia.

Per tutta la giornata di sabato decine di volontari hanno costruito il “calendo”, la grande pira che a buio è stata accesa e l'effetto è quello di una immensa lingua di fuoco che lascia senza fiato i presenti. (e bagnato il bosco circostante)

Don Lucio Giuliani (86 anni) ha benedetto la serata e celebrato la messa prima dello spettacolo di grande impatto e suggestione.

Il Calendo di Pariana è un esempio di antica tradizione che si rinnova grazie all'impegno fra diverse generazioni.

«Oggi a realizzarlo contribuiscono tutti, dai ragazzini di 10 anni fino agli anziani del paese», racconta un nonno al nipotino spiegando come quando era lui ad essere accompagnato al calendo dai propri genitori. Era prima della seconda guerra mondiale ed il calendo, chissà da quanto, bruciava già il primo sabato di maggio al camposanto di Pariana.

Tantissime fascine di legna, a centinaia, sono state raccolte poi incastrate a forma di piramide arrivando a costruire una pira di otto metri di altezza. Alle 21, l’accensione con le fiamme che danzano alte fino a notte fonda. Per sicurezza, la gente del posto non è davvero sprovveduta, i boschi circostanti vengono bagnati, per evitare che il fuoco possa propagarsi e trasformarsi in un incendio incontrollato. La legna utilizzata, poi, ci tengono a far sapere gli organizzatori - viene raccolta nei boschi limitrofi al paese, che ogni anno hanno bisogno di essere ripuliti. Un modo quindi per fare anche manutenzione del bosco e rispettare il ciclo della natura in cui il magico rito del calendo si iscrive.

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di Redazione web