Il Tirreno

Rc: su Nca un silenzio preoccupante

Rc: su Nca un silenzio preoccupante

Rifondazione chiede una verifica sulle concessioni rilasciate al cantiere in relazione al piano industriale

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CARRARA. Il coordinamento Comunale Prc di Carrara ad ormai più di un mese dal consiglio comunale straordinario su Nca e dopo l'appello degli stessi lavoratori, si interroga «sull'origine di questo sintomatico silenzio che ha contagiato tutti gli organi istituzionali, sindacati compresi».

«Non vorremmo che questo silenzio o comunque quei flebili segnali di interesse che trapelano ma non in via ufficiale fossero solo la strategia per scaricarsi di dosso responsabilità territoriali per portare nuovamente i lavoratori ed i loro rappresentanti ad un nuovo e iniquo tavolo romano a sentirsi dare per l'ennesima volta le solite risposte - si legge nella nota di Prc - Se così fosse, vorremmo far presente al sindaco e a tutto il consiglio di maggioranza che il documento approvato, chiede innanzitutto una verifica immediata sul nostro territorio presso l'autorità portuale delle concessioni trentennali in relazione al piano industriale pena la revoca e solo successivamente ricerca di un tavolo al ministero. Quindi, avendo scelto da sempre da che parte stare, sentiamo il bisogno di esprimere il nostro sconcerto».

«Siamo di fronte a una vertenza paradossale che vede un imprenditore vantarsi del proprio operato parlando di stagioni di grandi vari e investimenti oltre le attese e che di contro dichiara 40 esuberi in barba all'accordo ministeriale di dicembre 2012. Chi paga sulla propria pelle questi ritardi sono i lavoratori che il 31 dicembre 2016 ormai prossimo, potrebbero vedere aprirsi scenari già espressi e tristemente noti. Crediamo e chiediamo quindi agli attori principali della vertenza, senza demandare ad altri di intervenire in tempi brevi. Nca ha visto diminuire drasticamente negli ultimi anni, dopo la cessione al privato oltre 500 posti di lavoro con ricadute drammatiche sull'economia di una intera cittadinanza e se 3 nuove assunzioni da parte di Grendi o 35 assunzioni per 12 mesi da parte di Amia sembrano grasso che cola, dovremmo riflettere ed evitare che questo territorio possa permettersi di perderne ancora».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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