Il Tirreno

Montedivalli, uniti per la chiesa di San Rocco

di Gianluca Uberti
Montedivalli, uniti per la chiesa di San Rocco

Il sindaco Maurizio Varese lancia una gara di solidarietà per trovare i fondi Serve almeno un milione di euro, da risistemare anche la canonica

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MONTEDIVALLI. Chissà quanti bambini e ragazzi se la facevano a piedi da Pagliadiccio a Montedivalli per seguire le lezioni di dottrina, negli anni '60, nella canonica della chiesa di San Rocco. Tre chilometri che sono stati percorsi anche dall'attuale sindaco di Podenzana, Riccardo Varese, che saliva a Montedivalli dove trovava ad attenderlo l'allora parroco, don Severino Giovannelli. Tanti anni sono trascorsi, ma il primo cittadino di Podenzana, socialista doc, non ha dimenticato quegli anni e ci tiene particolarmente a quel luogo di culto, che necessita ora di una robusta ristrutturazione. E' per questo che, come fatto per l'altra chiesa di Montedivalli, ovvero Sant'Andrea, il sindaco di Podenzana ha deciso di avviare un percorso per recuperare anche la chiesa e la canonica di San Rocco, che hanno bisogno di interventi dentro e fuori per la chiesa e una sistemata ancora più decisa per la canonica, abbandonata da anni e al cui interno piove, che Varese vorrebbe vedere trasformata in un luogo anche culturale, con una sala convegni e un ostello per il viandante. Una questione che è stata affrontata l'altra mattina da Varese stesso e dal consigliere comunale Antonio Bonfigli in un incontro con il parroco di San Rocco, don Piergiorgio Ciuffani, e con don Guido Ceci della Curia vescovile. «La parrocchia da sola non ce la fa a sobbarcarsi il carico economico di un intervento per il quale abbiamo stimato - spiega Varese - che sia necessario circa un milione di euro. Quindi, con l'incontro abbiamo gettato le basi per una convenzione fra Comune, parrocchia e Curia vescovile, in modo che possa muovermi e cercare di coinvolgere anche Unione di Comuni Montana della Lunigiana e Regione Toscana. In questa nuova impresa - conclude il sindaco di Podenzana - mi avvarrò di due collaboratori storici, i professionisti Francesca Tabardi e Stefano Calabretta, andando a ricreare lo stesso team che ha portato al recupero della pieve di Sant'Andrea». Un cenno, in conclusione, va riservato alla pieve di Sant'Andrea, che, dopo quasi dieci anni di forzata chiusura, riapriva i battenti nel dicembre 2011.

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