La manifestazione
Ha diritto agli 80 euro. Anzi no
Massimo Pisi: mi hanno tolto il bonus da uno stipendio di 100 euro
CARRARA. «Ho seguito il consiglio dell’agenzia: ho compilato il modulo per ricevere gli 80 euro di Renzi, li ho ricevuti, poi il mese dopo se li sono ripresi. E ora sono senza lavoro. Di nuovo». Una vicenda (purtroppo) comune quella vissuta da Massimo Pisi, un cittadino carrarese che ha voluto raccontare la sua storia al Tirreno. Una storia di disoccupazione prima, di lavoro precario dopo, e infine di uno Stato che sembra quasi prendersi gioco dei cittadini. In particolare per quei famosi 80 euro che da quest’anno hanno cambiato veste passando da bonus a detrazione fiscale. L’uomo li ha ricevuti in busta paga, ma il mese dopo li ha dovuti restituire.
Ma riavvolgiamo il nastro. Pisi, dopo un lungo periodo di disoccupazione, aveva trovato un lavoro all’istituto di vigilanza dei Pretoriani per la sorveglianza nella strada che passa da villa Ceci per arrivare in via Argine destro dove sono situate le ditte del marmo. Un servizio per accertarsi che da lì passassero solo i camion del marmo e nessun altro, dal lunedì al sabato. «Pagato pochissimo peraltro», racconta l’uomo. «Si stava lì tutto il giorno per 4 euro netti all’ora - continua - Ogni quindici giorni andavo all’agenzia a firmare il contratto». Tutto bene fino ai primi mesi dell’anno. «Un giorno vado in agenzia - continua - e mi chiedono se voglio fare la domanda per ottenere gli 80 euro. Io accetto». Così nella busta paga di febbraio riceve il “bonus”. Nel frattempo però non gli rinnovano il contratto perché scade l’appalto ai Pretoriani. Così, a marzo, l’uomo lavora solo qualche giorno. E con la busta paga arriva la brutta sorpresa: uno stipendio da 13 euro.
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