Il Tirreno

Elisa e Alessio Mazzi ora vogliono la libertà

Elisa e Alessio Mazzi ora vogliono la libertà

Dopo la sentenza del gup gli avvocati dei due fratelli e di Andrea Bonuccelli pronti a chiedere la fine della custodia. Anche Pablo e Mattia Ricci ci sperano

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MASSA. C’è una forte possibilità che i fratelli Mazzi, Elisa e Alessio, e Andrea Bonuccelli possano uscire dal carcere entro poche settimane. Uno (Alessio Mazzi) ha patteggiato una pena a tre anni e undici mesi, gli altri due (Bonuccelli ed Elisa) sono stati condannati a tre anni e otto mesi per gli spari contro la casa dei Ricci. Il giudice dell’udienza preliminare Antonia Aracri con la sua sentenza, anche se ancora non ci sono le motivazioni, di fatto ha ridimensionato quella che la procura aveva chiamato la faida dei Poggi. Ritenendo lo spaccio di droga - la causa del litigio tra due fazioni una volta amiche - un fenomeno marginale. Da qui il legale dei tre ragazzi, l’avvocato Enzo Frediani, trova lo spunto per chiedere la scarcerazione dei suoi assistiti (non esistono più le esigenze cautelari) o in seconda battuta ottenere i domiciliari. Tanto dipenderà anche da un’altra sentenza, però. Quella attesa la prossima settimana per la rissa nell’ex discoteca Baraonda (vedi articolo in questa pagina). Bonuccelli ha già patteggiato un anno e mezzo, Elisa e Alessio Mazzi invece sono imputati (insieme al fratello Andrea, condannato in corte d’assise per l’omicidio di Andrea Fruzzetti ed Enrico Baria la notte di Natale del 2013). Se saranno assolti o se le pene saranno miti allora potrebbero uscire dal carcere entro l’inizio dell’estate.

Possibilità di scarcerazione anche per l’altra fazione coinvolta nell’inchiesta sulla faida dei Poggi. I fratelli Pablo e Mattia Ricci e Thomas Quadrella sono nella casa circondariale di La Spezia. Sono stati rinviati a giudizio per la guerra con i Mazzi. Ma la loro posizione è più leggera, nonostante stessero progettando degli attentati contro procura e questura, rispetto agli antagonisti. Perché per loro non c’è la contestazione dello spaccio di droga. I legali di Ricci e Quadrella - gli avvocati Carlo Biondi e Alessandro Maneschi - hanno parlato con i familiari dei loro clienti e la prossima settimana decideranno se chiedere la scarcerazione oppure se attendere ancora un po’. Facile però che anche loro puntino a strappare quantomeno i domiciliari, in attesa del processo che si svolgerà a partire dall’autunno prossimo. Anche perché l’ordinanza con cui è stato messo in cella Pablo Ricci è stata già oggetto di un ricorso da parte della difesa, parzialmente accolto dal riesame che ha riconosciuto un errore di merito da parte del giudice che l’aveva firmata. La prossima settimana sarà quella decisiva: per i Mazzi è quella che porta alla sentenza del Baraonda, per i Ricci e Quadrella invece è quella che potrebbe aprire le porte al ricorso che entro la fine del mese, se accolto, significherebbe libertà. Dopo quasi dieci mesi di detenzione. (d.d)

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