Gioco
Il caso della tassa marmi: dopo il proscioglimento, 90mila euro agli avvocati
Carrara, presentate le parcelle dei legali di fiducia scelti dal sindaco e dalla giunta
IL COMMENTO: IL NODO E' SEMPRE POLITICO
CARRARA. Novantamila euro. Per la precisione 90.731,130 euro (iva compresa).
Questa la cifra che dovrà sborsare il Comune - e quindi i cittadini - per pagare tutti gli avvocati (di fiducia) di sindaco e giunta dopo la sentenza di proscioglimento per la vicenda dei presunti sconti sulla tassa marmi. Insomma alla fine pagheranno i contribuenti.
È bene specificare che è previsto dalla normativa la possibilità di scegliere il proprio legale di fiducia in un procedimento penale ed è pur vero che la giustizia ha i suoi costi.
[[atex:gelocal:il-tirreno:massa:cronaca:1.13428857:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/massa/cronaca/2016/05/07/news/il-commento-il-nodo-e-sempre-politico-1.13428857]]
Le cifre sono messe nero su bianco in una determina (la numero 22 del 21 aprile 2016 firmata dal segretario generale) in cui si fa riferimento alla determinazione dirigenziale 33 del 27.05.2015 con la quale era stato a suo tempo «espresso il gradimento e l’assenso del Comune di Carrara alla scelta degli avvocati di fiducia degli amministratori e dirigenti imputati nel procedimento penale promosso innanzi al Tribunale di Massa».
E adesso il Comune dovrà pagare gli avvocati, quelli che hanno rappresentato sindaco e giunta (oltre a qualche ex assessore e dirigente) davanti al giudice Antonia Aracri.
Tutto prende le mosse dal 25 giugno scorso quando il giudice per le udienze preliminari si espresse sulla vicenda dei presunti sconti sulla tassa marmo: vennero prosciolti il sindaco di Carrara e altri 14 indagati eccellenti fra assessori ex assessori e rappresentanti delle associazioni di categoria.
La vicenda è nota e se ne è parlato moltissimo: per la procura di Massa gli imprenditori del marmo avrebbero pagato la tariffa (ex tassa marmi) al Comune applicata su un valore di mercato da 46 euro a 250 euro a tonnellate quando il reale valore del marmo oscillava tra 350 euro a oltre 3.000 euro a tonnellata. Meno di un decimo.
L’accordo sottoscritto con le categorie, secondo il procuratore Giubilaro avrebbe quindi procurato un ingiusto vantaggio agli imprenditori e il correlativo ingiusto danno subito dal Comune di Carrara.
Da qui venne incardinato il procedimento e da qui gli avvisi di garanzia a sindaco e assessori che si trovarono così davanti al giudice a doversi difendere, appunto, con i loro legali.
Il procedimento si concluse con l’assoluzione, o meglio con il proscioglimento. A quasi un anno della sentenza gli avvocati hanno presentato il conto che inciderà su poco più di 90mila euro sulle casse comunali.
Le parcelle sono quelle dei rispettivi legali di fiducia di tutti gli indagati. «Angelo Zubbani, nella sua qualità di Sindaco del Comune di Carrara, ha designato l’avvocato Adriano Martini del Foro di Massa Carrara- si legge nella determina - Dante Benedini, Massimiliano Bernardi, Giuseppina Andreazzoli, Andrea Vannucci, Roberto Dell’Amico e Giovanni Nannini (nella loro qualità di assessori ed ex assessori del Comune di Carrara) e Stefano Pennacchi (nella sua qualità di Dirigente del Comune di Carrara) hanno designato l’avvocato Luca Pietrini del Foro di Massa Carrara; Giovanna Bernardini, nella sua qualità di assessore del Comune di Carrara, ha designato l’avvocato Marina Menconi del Foro di Massa Carrara; Andrea Zanetti , nella sua qualità di ex assessore del Comune di Carrara, ha designato l’avvocato Matteo Ridolfi del Foro di La Spezia; Marco Tonelli, nella sua qualità di Dirigente del Comune di Carrara, ha designato l’avvocato Tullio Padovani del Foro di Pisa».
«Il Comune - prosegue la determina - provvederà al pagamento delle somme indicate nei preventivi presentati, per i due gradi di giudizio, dai rispettivi legali di fiducia e più precisamente: la somma 30.797,64 all’avvocato Luca Pietrini, 14.189,94 all’avvocato Adriano Martini, 12.450,42 all’ avv. Matteo Ridolfi, 12.323,53 all’avvocato Marina Menconi, 6.172,07 all’avvocato Pamela Paolini, e infine 14.797,70 al legale Tullio Padovani».
Il Comune ha quindi stabilito - come precisato nella determina firmata dal segretario generale Pietro Leoncini - di procedere al rimborso delle spese legali nel seguente modo e di impegnare la somma complessiva di 90.731,30 nel capitolo “Spese per liti ed atti a difesa delle ragioni del Comune”.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
