Il Tirreno

Addio al Sir, si può costruire a Partaccia

Addio al Sir, si può costruire a Partaccia

La Regione rimuove i divieti, si sbloccano mille pratiche edilizie. Via libera anche a famacia comunale e distaccamento dei vigili

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MASSA. L’argomento è tecnicissimo, ma il nocciolo della questione, quello invece, è di immediata comprensione: a Partaccia e Bondano - per tirar subito le somme - possono tornare operai, pale e picconi. Via libera, dopo quasi vent’anni, ad ampliamenti, ristrutturazioni, frazionamenti, condoni, cambi di destinazione d’uso. Insomma, via libera - per sintetizzare - a tutte le opere edilizie conformi alla programmazione urbanistica, ma “stoppate” dal sito di interesse nazionale prima e regionale poi. Adesso quel sito non esiste (quasi) più: una delibera della giunta regionale del 3 maggio riporta agli usi legittimi tutta la porzione di territorio comunale al di sotto di via Massa Avenza, fino alla linea di costa. E sblocca poco meno di mille pratiche edilizie rimaste nei cassetti dal 1998 quando a fermare le bocce è arrivato, appunto, il sito di interesse nazionale. Eredità del polo chimico, nel sito, senza il via libera del Ministero dell’Ambiente, non si muoveva neppure una foglia e per averlo quel via libera servono complicatissime procedure. È l’ottobre del 2013 - per ricostruire le tappe della vicenda - quando la Regione, il passaggio è fondamentale, subentra al Ministero. Firenze diventa il nuovo interlocutore e le procedure si fanno più snelle, inizia un percorso di svincolo, nelle aree in cui le condizioni ambientali lo consentono, che si conclude tre giorni fa. Nel Sir rimane la zona industriale, ma è “salva” tutta la parte a mare, fino alla linea della battigia, quella in cui le onde incontrano la sabbia.

Questo significa lo sblocco di circa 1.000 pratiche edilizie: opere contenute, ma che i cittadini posticipano da quasi due decenni. La recinzione del giardino, l’ampliamento del bagno, la divisione di due piani di casa in due distinti appartamenti, la richiesta di trasformare un’abitazione in ufficio o viceversa. E non è finita perché l’addio all’ultimo pezzetto di Sir significa via spianata per la seconda tranche dei lavori a mare, quelli dal Frigido al Lavello, per un importo complessivo di 11 milioni di euro (vedi articolo sotto). Il sindaco Alessandro Volpi definisce lo svincolo «un passaggio fondamentale dopo un lungo percorso, una risposta importante». Risposta a tutti i cittadini che - ribadisce il vicesindaco Uilian Berti, con delega all’ambiente- hanno pratiche edilizie ormai ferme dal 1998.

La buona notizia c’è anche per il Comune perchè in quel di Partaccia una “bella” pratica ferma ce l’ha pure lui. Ebbene sì perché anche Palazzo civico stava aspettando la delibera regionale, per consentire alla nuova farmacia comunale e al distaccamento dei vigili urbani di aprire i battenti. Farmacia e distaccamento sorgono, infatti, in uno stabile acquisito al patrimonio da via Portafabbrica. L’edificio, privato, aveva vizi insanabili ed è quindi entrato a far parte del portafoglio immobiliare del Comune che lì ha deciso di trasferire la farmacia, ora in zona mercatino, e di organizzare un ufficio “di appoggio” per i vigili urbani. Peccato però che per portare a termine l’operazione - ironia della sorte - servisse una sanatoria per i vizi dell’immobili. Certo quella sanatoria il Comune l’avrebbe rilasciata a se stesso, ma il Sir ha messo i bastoni in mezzo alle ruote e, tra le tante paratiche, ha bloccato anche quella per l’apertura della farmacia. Per un investimento complessivo di 320.000 euro tra opere murarie e arredi.

Adesso la farmacia comunale può alzare le serrande nella nuova sede: «Si tratta di ultimare alcuni dettagli - il sindaco Volpi detta i tempi - e a giugno contiamo a di occupare la nuova sede». Rivoluzione per tante famiglie, quindi, ma anche per il Comune.

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