Il Tirreno

«Usciamo da Gaia o sarà rivoluzione»

di Chiara Sillicani
«Usciamo da Gaia o sarà rivoluzione»

Appello di don Giò ai sindaci: dovete opporvi a questa stupidità. E il Comune convoca una mega assemblea pubblica

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MASSA. Sono ormai un’evidenza, un dato di fatto con cui - questo emerge con chiarezza - l’amministrazione è chiamata a misurarsi. La partita degli anti Gaia il Comune non può non giocarla ed è un partita pesante. Pesante non soltanto per gli argomenti, ma anche perché in piazza contro il gestore idrico sono tanti. Tanti anche ieri pomeriggio, in piazza Betti, quando a scendere in campo - per proseguire la metafora sportiva - è Giovanni Rutili. Il comitato aspetta Volpi, ma il sindaco non c’è, è impegnato - spiega l’assessore alle finanze - in una riunione. È un testa a testa, un rincorrersi di domande. Certo un incontro a palazzo civico già c’è stato, certo l’amministrazione ribadisce ieri il suo impegno per ridurre i costi del personale Gaia, “calmierare” le spese di voltura, ripristinare il vecchio deposito cauzionale da 40 euro. Ma è chiaro che “il fronte di guerra” è aperto, è chiaro perché chi è in piazza vuole una cosa sola: uscire dalla società.

Lo grida al megafono Don Giovanni Locatelli che a sostegno della sua lotta porta niente meno che l’enciclica papale: «Il Papa ha definito l’acqua diritto umano essenziale, fondamentale e naturale. E quel diritto dobbiamo difenderlo». Lui ci prova e per aiutare i cittadini vessati ha scritto un vademecum: come leggere la bolletta, come fare l’autolettura, a che associazioni rivolgersi per l’assistenza. Don Giò non è uomo da mezze parole e va al sodo: «I sindaci facciano opposizione a questa stupidità umana - così definisce Gaia - altrimenti sarà rivoluzione». La rivoluzione annunciata da don Giò e confermata da Egidio Pedrini, sindaco di Zeri, unico comune toscano fuori da Gaia. Pedrini la sua battaglia la fa in base ad una norma che consente ai piccoli comuni di gestirsi la rete idrica. Zeri non è piccolo abbastanza (supera i mille abitanti), ma lui non demorde. Toni accesi, accolto con tanto di ovazione, al grido “il sindaco di Massa lo faccia lei”, il primo cittadino di Zeri sferra un attacco a 360 gradi a Gaia, «società di diritto privata, soggetta al codice civile e alla logica della tariffa. Dobbiamo dire no, io l’ho fatto, io ho più di mille abitanti, ma me ne sono sbattuto. L’ho fatto per i miei cittadini che vengono prima di ogni altra cosa e a Zeri l’acqua costa in media 50 euro l’anno e io lavoro per abbassarla ancora». Insomma, un bene comune fatto oggetto di mercato, sintetizza il geologo Riccardo Caniparoli. Poi Pedrini punta dritto all’obbiettivo: «Ho chiamato Volpi e gli ho detto di uscire da Gaia, se le norme lo impediscono, beh allora cambiamole». È uno scroscio di applausi. Pedrini i suoi argomenti li rilancia anche a Rutili, in un testa a testa tra amministratori che i promotori del comitato tentano di limare perché l’obbiettivo - ribadiscono - è quello di una rappresentanza dal basso, di una “protesta gentile” come la definisce Galeano Fruzzetti, da sempre in prima linea. La protesta, lo sfogo, la decisione di chi le soluzioni a metà non le vuole e firma per uscire da Gaia. E le storie: decine di lunigianesi in piazza Pellerano raccontano di aver pagato fatture per depuratori inesistenti e fognature che non ci sono. È un appello accorato a Giovanni Rutili perché la politica si assuma le proprie responsabilità: «Gaia ve la siete fatta e ce la fate pagare a noi». E poco importante se nel 2005, quando Gaia è nata, l’ amministrazione Volpi non c’era. Perché la battaglia è contro una politica che non sconta sulla propria pelle gli errori fatti, «i vizi dell’esordio» come Rutili li definisce. Una società senza capitali, con debiti sulle spalle, senza progetto industriale, con centinaia di dipendenti.

All’appello l’assessore risponde con la convocazione di una mega assemblea, giovedì prossimo in sala consigliare o nelle stanze del Guglielmi. Bollette alla mano, i cittadini - tanti cittadini - incontreranno il sindaco e chiederanno correttivi, certo, ma ribadiranno l’obbiettivo: uscire da Gaia.

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