Il Tirreno

Spunta un nuovo murale: "Maledetto denaro"

Il nuovo murale
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Il nuovo murale

In via San Piero a Carrara, opera di "Donazioni illegali"

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CARRARA. “Maledetto denaro”. I graffitari anonimi di Donazioni Illegali che si ispirano alla protesta del writer Blu, dopo la statua in gesso lasciata davanti alla Fondazione della Cassa di Risparmio a Carrara in via Verdi, tornano in azione. Ieri mattina infatti è comparso, in via San Piero, sul muro dell'edificio del teatro Animosi, nella parte posteriore del palazzo, un murales con la sua firma, dove campeggia grande la scritta "maledetto denaro". A fianco la scritta, l'immagine di un pugile, di una donna con il viso coperto dal burqa e la firma: Donazioni illegali. Dirimpetto, lì in via San Piero, c'è il Circolo Arci Baccanali e i ragazzi del Circolo ci raccontano di avere trovato il murales stamani. Ci spiegano di tenere particolarmente a ringraziare pubblicamente chiunque sia stato a dipingere il murales.

«Purtroppo - ci raccontano - questa zona è trascurata. Per esempio, quando piove, qua ci allaghiamo letteralmente: le canale degli Animosi probabilmente devono essere intasate, perché dal muro e dal tetto scende una cascata d'acqua. Questa strada rappresenta un pezzo di storia di Carrara, i palazzi che ci sono risalgono al 1777. Prima che iniziassero i cantieri al teatro, era anche una zona frequentata ma ora con i cantieri e le transenne che intralciano il passaggio per accedere alla via, si è desertificata: tant'è che la libreria Nuova Avventura, si è dovuta spostare a Marina di Carrara. Quindi è chiaro che noi ci sentiamo di ringraziare chi ha cercato riqualificare l'edificio portando un po' di arte. Anche perché girano voci che la ristrutturazione degli Animosi non toccherà la parte posteriore dell'edificio». Anche Olga Corsetta, una ragazza che abita in Via San Piero ci dice di essere stata piacevolmente sorpresa di scoprire il murales: «Anche a me capita a volte di pensare così: maledetto denaro. Il denaro ti serve per vivere però crea delle catene pesanti. I colori sono un po' lugubri, ma considerato il messaggio che porta non potevano certo usare fiorellini o ricami». La strada del resto era già stata protagonista di altri affreschi da parte dei ragazzi dell'Accademia qualche anno fa. «Noi siamo contenti e ringraziamo l'artista o gli artisti che lo hanno fatto», dicono i ragazzi dell'Arci.

Francesca Vatteroni

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