Il Tirreno

Settimana bianca super lusso senza pagare il conto

di Alessandra Vivoli
Settimana bianca super lusso senza pagare il conto

Una famiglia lunigianese ha speso 20mila euro in hotel Condanna a 2 anni per truffa, annullata in Cassazione

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LUNIGIANA. Per quella settimana bianca non avevano proprio badato a spese. A cominciare dalla scelta del luogo, Madonna di Campiglio, dalle piste amatissime dagli sciatori, fino all’albergo extralusso.

Ma non solo la famiglia lunigianese (marito, moglie e tre figli) una volta piazzata nel bellissimo albergo si era concessa tutti gli extra: dai vini pregiati che hanno accompagnato le loro cene, fino ai massaggi della signora nella spa dell’albergo. Il tutto condito con colazioni “da campioni” e brindisi con calici di champagne ghiacciato nel bar lounge dell’hotel.

Insomma una settimana bianca con i fiocchi (e non solo quelli della neve) che alla fine è diventata un conto di quasi ventimila euro. Un conto a più zero che la famiglia lunigianese, al termine del soggiorno non ha pagato.

Proprio così, i cinque ospiti dell’hotel si sono allontanati, il capofamiglia con la scusa di prendere la carta d credito in macchina ha messo in morto e ha ripreso la strada di casa. lLsciando il conto da saldare. Marito e moglie non si sono fatti più trovare: nessuna risposta a telefonate e solleciti di pagamento. Nulla di nulla, una volta goduta una vacanza da vip, i cinque membri della famiglia lunigianese si erano come eclissati e resi introvabili dai proprietari dell’albergo che pretendevano il dovuto.

I titolari dell’hotel non ci hanno messo tempo di mezzo e hanno fatto causa, per truffa, nei confronti dei due coniugi che avevano soggiornato “a scrocco” godendo pure di tutti i comfort.

Il tribunale di Trento (dove è stato impiantato il processo visto che i fatti si sono svolti a Madonna di Campiglio) ha condannato, marito e moglie, rispettivamente, a due anni di reclusione (pena sospesa). La condanna, e la stessa pena, sono state ribadite anche in appello.

Ma a questo punto l’avvocato Enrico Di Martino, che assiste la famiglia, ha quindi presentato ricorso in Cassazione a Roma. Qui il colpo di scena. Per motivi procedurali il ricorso è stato accolto in Cassazione e la sentenza annullata (senza rinvio).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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